Il Tirreno

Distretto sanitario, una strada in salita 

di Alessandra Bernardeschi
Distretto sanitario, una strada in salita 

Prosegue la trattativa per l’area al Casalino, ma il Comune rinnova per 8 anni il comodato per i posti auto in via Aldo Moro

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ROSIGNANO. Se da un lato l’amministrazione comunale e l’ Asl sono in trattativa per cercare di risolvere i problemi relativi alla costruzione del distretto socio-sanitario in via Lungomonte in località Casalino, dall’altro la stessa amministrazione ha deliberato di procedere con la società Solvay per il rinnovo del comodato di un’area pari a 7250 metri quadrati in via Aldo Moro a Rosignano Solvay. Un’area, così come viene riportato nella delibera di giunta numero 96 dello scorso 30 marzo, da destinare a parcheggio pubblico. Un parcheggio che, così come avviene tutt’ora, verrà messo a disposizione dei cittadini che si recano all’attuale distretto. La richiesta di rinnovo del comodato d’uso del terreno è di ulteriori otto anni. Una richiesta la cui durata farebbe presupporre tempi ancora molto lunghi prima che i cittadini possano vedere realizzata la nuoca struttura per la sanità territoriale.
Fatto sta che nei prossimi giorni è in programma un incontro, l'ennesimo, tra i rappresentati del Comune di Rosignano e la direzione amministrativa dell'azienda sanitaria per capire come procedere con l'iter del distretto socio-sanitario al Casalino. È sul quel pezzo di terra di 12mila 400 metri quadrati tra Caletta e Rosignano Solvay che dovrebbe nascere quel progetto ambizioso per il quale nel febbraio 2013 Asl, Comune di Rosignano, Società della salute e sindacati firmarono il protocollo di intesa per la realizzazione della Casa della salute che doveva nascere proprio nel nuovo distretto. Nel 2014 il consiglio comunale di Rosignano approvò la variante parziale al Regolamento urbanistico. Ma di realizzare un distretto sanitario nel comune di Rosignano, privato prima del vecchio ospedale poi anche del pronto soccorso, si parla in verità dal 2011. Sei anni di attesa per ricercare fondi e per superare ostacoli burocratici. Dopo l'ennesimo stop derivato, come ha spiegato poche settimane fa l'assessore Daniele Donati, dalle nuove normative sulla contabilità, ancora tutto è sospeso.
«Abbiamo un appuntamento con la direzione amministrativa dell'Asl - dice l'assessore Donati - per poter capire come risolvere la questione della cessione del terreno». La prima ipotesi, ossia quella di cedere all'azienda sanitaria il terreno in cambio di un milione e 200 mila euro, che poi sarebbero state trasferite alla stessa Asl per le spese di urbanizzazione e, in parte, per le spese di realizzazione del progetto, è saltata appunto per le nuove normative contabili. Come risolvere il groviglio normativo? «La proposta che avanzeremo - dice Donati - è quella non più di vendere ma di mettete a disposizione il terreno per un lungo periodo. Nel contempo, attraverso una convenzione, l'azienda sanitaria dovrebbe impegnarsi a eseguire le opere che doveva effettuare l'amministrazione comunale. Il dialogo è aperto».
Intanto «noi andiamo avanti - prosegue Donati - attraverso gli interventi sul terreno ossia rilievi geologici e tecnici. Aspetti che dovevano essere di competenza del soggetto che comprava l'area». Un progetto ambizioso quello del nuovo distretto che sembrava cosa fatta nel 2011 quando l'allora direttore Asl 6 Monica Calamai parlava di un investimento di 5 milioni di euro. All'interno di quegli 8 mila metri quadrati di superficie edificabile dovevano essere organizzati tutti i servizi della sanità territoriale.

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