Sicurezza
Evasione fiscale, cooperativa nei guai
La società di movimento merci non avrebbe pagato 540mila euro di Iva per il 2014, sequestrato il patrimonio finanziario
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ROSIGNANO. Nuovo sequestro cautelativo per la Scat, la cooperativa con sede alle Morelline che si occupa di movimento merci e attività di facchinaggio che ha come rappresentante legale Fabio Del Nista, tra l’altro ex presidente Asa.
La Guardia di finanza, grazie all’attività della Tenenza di Cecina, ha infatti riscontrato l’omesso versamento dell’Iva per l’anno 2014. Quasi 540mila euro che la cooperativa non avrebbe versato al Fisco. Da qui l’ordinanza del Gip del Tribunale di Livorno, Beatrice Dani, che ha stabilito il sequestro preventivo dei beni riconducibili al rappresentante legale della cooperativa.
La decisione arriva dopo che a fine marzo le Fiamme gialle avevano già messo sotto sequestro denaro e titoli dell’azienda e un appartamento di proprietà del rappresentante legale. L’accusa, lo ricordiamo, anche in quel caso era quella di non aver versato al Fisco 330mila euro, relativi però all’anno 2013. In pratica, dalle verifiche incrociate di Guardia di finanza e Agenzia delle entrate risulta che la Scat non avrebbe versato l’Iva per due anni (2013-2014).
Per quanto riguarda il sequestro stabilito dal Tribunale nei giorni scorsi, tutto è partito con un controllo automatizzato dell’Agenzia delle entrate e da una verifica fiscale eseguita nel 2016 dai militari della Tenenza di Cecina: in particolare, è stato riscontrato, per l’anno 2014, l’omesso versamento dell’Iva, per circa 540mila euro.
Le stesse indagini hanno riguardato anche una società di Piombino, già fallita, attiva nel settore della meccanica. Anche in questo caso le Fiamme gialle hanno rilevato il mancato versamento dell’Iva, sempre per l’anno 2014, di 200mila euro. I militari della Tenenza di Cecina e della Compagnia di Piombino hanno provveduto a ricostruire il patrimonio finanziario a disposizione delle due società, sia della Scat che della società piombinese fallita. Come stabilito dalla Procura della Repubblica di Livorno, le Fiamme gialle hanno sottoposto a sequestro preventivo le disponibilità finanziarie delle due società, per un ammontare complessivo di circa 550 mila euro.
L’attività della Finanza rientra nelle linee strategiche emanate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ed è finalizzata - sulla base delle direttive fornite dal Procuratore capo della Repubblica di Livorno - all’individuazione e all’aggressione dei patrimoni illeciti, a tutela dell’Erario e delle imprese che al contrario rispettano gli obblighi fiscali.
La Guardia di finanza, grazie all’attività della Tenenza di Cecina, ha infatti riscontrato l’omesso versamento dell’Iva per l’anno 2014. Quasi 540mila euro che la cooperativa non avrebbe versato al Fisco. Da qui l’ordinanza del Gip del Tribunale di Livorno, Beatrice Dani, che ha stabilito il sequestro preventivo dei beni riconducibili al rappresentante legale della cooperativa.
La decisione arriva dopo che a fine marzo le Fiamme gialle avevano già messo sotto sequestro denaro e titoli dell’azienda e un appartamento di proprietà del rappresentante legale. L’accusa, lo ricordiamo, anche in quel caso era quella di non aver versato al Fisco 330mila euro, relativi però all’anno 2013. In pratica, dalle verifiche incrociate di Guardia di finanza e Agenzia delle entrate risulta che la Scat non avrebbe versato l’Iva per due anni (2013-2014).
Per quanto riguarda il sequestro stabilito dal Tribunale nei giorni scorsi, tutto è partito con un controllo automatizzato dell’Agenzia delle entrate e da una verifica fiscale eseguita nel 2016 dai militari della Tenenza di Cecina: in particolare, è stato riscontrato, per l’anno 2014, l’omesso versamento dell’Iva, per circa 540mila euro.
Le stesse indagini hanno riguardato anche una società di Piombino, già fallita, attiva nel settore della meccanica. Anche in questo caso le Fiamme gialle hanno rilevato il mancato versamento dell’Iva, sempre per l’anno 2014, di 200mila euro. I militari della Tenenza di Cecina e della Compagnia di Piombino hanno provveduto a ricostruire il patrimonio finanziario a disposizione delle due società, sia della Scat che della società piombinese fallita. Come stabilito dalla Procura della Repubblica di Livorno, le Fiamme gialle hanno sottoposto a sequestro preventivo le disponibilità finanziarie delle due società, per un ammontare complessivo di circa 550 mila euro.
L’attività della Finanza rientra nelle linee strategiche emanate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ed è finalizzata - sulla base delle direttive fornite dal Procuratore capo della Repubblica di Livorno - all’individuazione e all’aggressione dei patrimoni illeciti, a tutela dell’Erario e delle imprese che al contrario rispettano gli obblighi fiscali.
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