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«Solvay, urgente il dissalatore»
Md sui prelievi idrici: «Solo così i cittadini avranno acqua pulita»
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ROSIGNANO. «Non vogliamo l’elemosina Solvay di 4,6 milioni, vogliamo l’acqua, e Solvay si costruisca il dissalatore, da cui ricavi acqua e sale dal mare, ritirandosi dallo sfruttamento della Val di Cecina». Questo il messaggio di Medicina Democratica, che sottolinea come «la Regione Toscana ha recentemente “adeguato” i canoni per il prelievo idrico dell’industria. Li ha adeguati talmente poco, che Solvay, grande consumatrice di acqua dolce, non se ne accorgerà nemmeno. Da circa 350 mila euro che pagava l’acqua dolce nel 2012, andrà a pagarne circa 460mila nel 2016, rateizzati. Ovviamente usare acqua dolce per sciogliere il sale della Val di Cecina, ed inviarla con i megatubi di cemento amianto a Rosignano, per la Regione è “un utilizzo razionale” della poca acqua rimasta, dopo che le rotture sotterranee, la minore piovosità, l’evidenza dilagante di inquinamento di molti pozzi civili, hanno ridotto l’acqua per la popolazione al lumicino». Md insiste, spiegando che «la stessa Autorità idrica toscana scrive che l’acqua dell’area Asa (Toscana costa) è la meno bevuta in Toscana. In questo quadro, continuare a regalare l’acqua a Solvay, è al limite dell’azione criminale. Ma arriva la assessora Fratoni a raddrizzare la situazione, con la delibera 40 del 24.1.17, applaudita dalle istituzioni della zona: l’acqua della Steccaia (alle porte di Cecina) sarà restituita alla popolazione. Ne parlavano già il buon Del Nista e l’ex sindaco Benedetti 3 anni fa ».
Md si chiede chi pagherebbe questa “restituzione” di acqua bene pubblico. «lo scrive il Bollettino ufficiale della Regione - fa sapere Md - noi cittadini e Solvay, che a poco prezzo si prende la Val di Cecina per i prossimi 30 anni. Dopo un secolo di esperienze di devastazione, e specialmente dopo aver ricevuto 55 milioni di euro dal Governo, Solvay deve costruire un dissalatore a Rosignano, come suggeriva timidamente perfino Arpat nel 2013, lasciando alla popolazione l’acqua di falda di tutta la valle».
Md si chiede chi pagherebbe questa “restituzione” di acqua bene pubblico. «lo scrive il Bollettino ufficiale della Regione - fa sapere Md - noi cittadini e Solvay, che a poco prezzo si prende la Val di Cecina per i prossimi 30 anni. Dopo un secolo di esperienze di devastazione, e specialmente dopo aver ricevuto 55 milioni di euro dal Governo, Solvay deve costruire un dissalatore a Rosignano, come suggeriva timidamente perfino Arpat nel 2013, lasciando alla popolazione l’acqua di falda di tutta la valle».
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