Il Tirreno

industria e territorio 

Ok della Lega a spostare l’etilene 

Il comitato locale: «Franchi in cambio chieda compensazioni»

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ROSIGNANO. La Lega Nord plaude all’ipotesi di Edison di spostare lo stoccaggio di Etilene. Ipotesi emersa con la presentazione di un nuovo progetto per il rigassificatore. «Si prefigura - si legge in una nota della sezione comunale Lega Nord Bassa val di Cecina - quanto la Lega Nord va sollecitando da anni e cioè la possibilità che tutta la zona costiera di Pietrabianca sia liberata dai “bomboloni”, e possa venire destinata alla comunità la piena disponibilità di un’area da valorizzare a fini turistici con l’insediamento di nuove attività». La Lega sottolinea che «ciò significherebbe l’ampliamento e la promozione, come già si sarebbe dovuto fare da anni, dell’area archeologica romana. Vi è, certo, la condizione posta dagli investitori e cioè, che il rigassificatore si faccia. Sbaglia, comunque, il sindaco di Rosignano Franchi nel manifestare a priori un giudizio negativo. Dovrebbe, anzi, desiderare di conoscere in tempi brevi il dettaglio dei nuovi intendimenti industriali dei soggetti investitori e, quindi, rappresentare le ulteriori e diverse esigenze locali che la comunità di Rosignano vuole e può ottenere a bilanciamento dell’importante strategia industriale sul nostro territorio. Si faccia l’esempio di protocolli o accordi per investire sulle scuole superiori locali o per insediare a Rosignano un centro per la formazione di lavoratori specializzati, o le ulteriori riqualificazioni che potrebbero venir in essere attraverso intese con tutti i soggetti coinvolti per riqualificare e bonificare le molte aree libere e non utilizzate di proprietà Solvay, come l’ex discarica del Lillatro o le costruzioni ormai distrutte lungo la via Aurelia tra Vada e Rosignano». Secondo la Lega «in tal modo, e non con la “politica dello struzzo”, si otterrebbero rilevanti benefici per la comunità divenuta asfittica per la crisi economica e costantemente incapace di prefigurarsi un degno piano di sviluppo economico. Confidiamo nelle persone e nei privati, molto meno nella storica incapacità della sinistra di occuparsi di strategia industriale ed economica».

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