Sicurezza
Spostare l’etilene?: «Edison troppo furba»
Rosignano, il comitato per il No al rigassificatore contrario alla nuova ipotesi «La delocalizzazione a carico dei privati, basta soldi pubblici alle multinazionali»
ROSIGNANO. «Leggendo bene la nuova proposta viene fuori che lo spostamento del bombolone di etilene sarebbe da pagare con soldi pubblici». Il comitato del no al rigassificatore non ci sta. All’indomani della proposta ter di Edison, che pur di costruire l’impianto sulla costa in zona San Gaetano si è detta disponibile a trasferire lo stoccaggio di etilene (trasferimento che metterebbe in sicurezza l’area abitata alle porte di Vada), i rappresentanti del comitato tornano ad esprimere la loro contrarietà al progetto. Anche a quello “rinnovato”.
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«Rendendosi conto che del progetto originario - fa sapere il comitato - convinceva la parte dello spostamento del bombolone, è tornata all’attacco riproponendo questo aspetto pur di realizzare l’impianto». Un’azione che non convince in alcun modo i rappresentanti del comitato, che da anni continua a sottolineare le negatività legate alla realizzazione dell’impianto. E che considera inadeguato il comportamento di Edison, troppo «Oltretutto - prosegue il gruppo anti-rigassificatore - nel leggere bene la nuova proposta di Edison si evince che la fase di trasferimento dell’etilene sarebbe secondaria rispetto alla realizzazione del rigassificatore, e oltretutto l’operazione per mettere in sicurezza l’area a nord di Vada dovrebbe essere realizzata con soldi pubblici. Ora basta, è esagerato che le multinazionali continuino a ricevere fondi pubblici».
In pratica Edison si è detta sì disponibile a tornare al progetto originario che prevede di liberare l’area di Pietrabianca dallo stoccaggio di etilene. E per questo fa sapere di aver raggiunto con Ineos un accordo per definire le modalità di delocalizzazione. «In verità - prosegue il comitato- nel nuovo progetto emerge che questo spostamento è connesso sì alla realizzazione del rigassificatore, ma secondario». Insomma il gruppo contrario all’impianto che Edison punta a realizzare tra Vada e Rosignano non accetta questo cambio di punto di vista, considerato strumentale.Il comitato, che sottolinea di proseguire il ricorso al Tar contro il parere favorevole per la Via al primo progetto, promette battaglia. «Tutte le variazioni successive presentate da Edison- terminano i rappresentanti del comitato - prendono come buona la Via al primo progetto. Proprio contro questo parere proseguiamo la battaglia legale».
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