Sicurezza
Sanità, cartelli in consiglio per difendere l’ospedale
La protesta del Comitato salute pubblica che oggi si riunisce in assemblea Dibattito tra i gruppi consiliari sulla Giornata europea di mobilitazione
CECINA. “La salute non è disponibile per i profitto”. Oppure: “Prevenire è meglio che curare”. Siedono nella sala del consiglio comunale gli attivisti del Comitato salute pubblica Val di Cecina. Al momento opportuno sfoderano i loro cartelli. In piazza Carducci srotolano anche uno striscione. Il messagio non cambia. Sollecitano risposte dalle istituzioni sul fronte dei servizi sanitari e della salubrità dell’ambiente. Un modo per ricordare l’assemblea pubblica che oggi alle 17 si tiene presso l’Auditorium di via Verdi, a cui sono invitati i sindaci del territorio e che vede la partecipazione del cardiologo Claudio Marabotti e dell’esponente di Medicina democratica Maurizio Marchi.
L’occasione per la pacifica incursione è la discussione della mozione di Rosanna Farinetti dei 5 Stelle in cui chiede un impegno e l’adesione alla Giornata europea di mobilitazione per la difesa della sanità pubblica, che si terrà il 7 aprile a Firenze. Al tema si aggancia il confronto sul futuro dell’ospedale di Cecina, ma la mozione alla fine non passa. Non convincono alcuni passaggi in premessa, sebbene tutti concordino sull’assunto che la salute non è in vendita.
«Chiedere i primari è un punto di partenza perché per garantire delle unità complesse serve chi le dirige, quindi a caduta poi si può chiedere più personale», dice il capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino. Ed è un modo per rispondere alle critiche che sta sollevando l’interrogazione di cui si è fatto promotore in consiglio regionale tramite Stefano Mugnai. «Ad oggi la fase di creazione della rete ospedaliera tra Cecina e Piombino non sembra essere stata gestita - prosegue Barabino –. I servizio pubblico sta dando segnali che fanno pensare a compromessi al ribasso e non a un potenziamento dei servizi».
Chiude le porte alla mozione dei 5 Stelle il capogruppo Pd Nicola Imbroglia: «La sanità sta attraversando un momento di difficoltà e cambiamento ma non ci stiamo ad andare dietro a facili strumentalizzazioni che vogliono dipingere un sistema da terzo mondo». Nel dibattito si inserisce Pamela Tovani di Cecina civica: «Per la maggioranza si strumentalizzano le questioni ogni volta che si solleva un tema scomodo. Non esiste alcun reale progetto per migliorare e garantire il servizio ospedaliero di Cecina». Mentre il capogruppo di Cecina insieme Lorenzo Gasperini prova a introdurre una diversa prospettiva: «Lo Stato dia ai cittadini la garanzia economica lasciandoli liberi di poter scegliere i servizi pubblici o quelli privati se ritenuti migliori».
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