Il Tirreno

Terre dell’Etruria punta a crescere e guarda all’estero

Donoratico, accordi di filiera per valorizzare i prodotti Obiettivo: 20 miliioni di valore della produzione nel 2020

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CASTAGNETO CARDUCCI. Terre dell’Etruria punta alla costruzione di collaborazioni di filiera con altre imprese nazionali, ma anche internazionali, per valorizzare la produzioni e cercare nuovi sbocchi di mercato. Ad indicare la strategia della cooperativa agricola con base a Donoratico è il suo presidente Massimo Carlotti in occasione del workshop internazionale “Cresce la cooperazione agroalimentare, cresce l’agricoltura. L’innovazione del modello cooperativo per l’agricoltore 4.0 nel confronto fra Italia e Francia”, che si è tenuto a Firenze il 25 marzo.

Fra gli studiosi e i cooperatori dai due Paesi intervenuti in terra fiorentina per raccontare la loro esperienza e spiegare la loro visione per lo sviluppo del settore anche Carlotti, sia in veste di presidente di una delle maggiori cooperative a livello nazionale che di vicepresidente Legacoop Agroalimentare. Terre dell’Etruria realizza 48 milioni di fatturato e conta 3.495 soci, 208 lavoratori, 414.000 presenze nei punti vendita e un capitale sociale di quasi 6 milioni di euro. «La nostra missione è di essere capaci di produrre valori e valore nel tempo – ha detto Carlotti –, valorizzare la produzione dei soci e tutelale la continuità della cooperativa». Sottolineando che sono «necessarie politiche di supporto alla cooperazione agricola e nuovi strumenti per aumentare la capitalizzazione delle imprese cooperative».

Presidiare la filiera dal campo alla tavola è per Carlotti l’obiettivo principale, anche in prospettiva, della cooperativa. In questa ottica le sfide riguardano la capacità di cambiare e incrementare il valore della produzione della cooperativa: l’obiettivo è di raggiungere i 20 milioni di euro di valore della produzione al 2020. Inoltre, allargare l’area di azione, aumentando il numero delle aziende socie servite, i territori presidiati e la qualità dei servizi.

Quanto al mondo cooperativo, il presidente Carlotti ha sottolineato la necessità di «attuare una politica sia rispetto alla opportunità offerte dal Piano di sviluppo regionale che a di quelle della Politica agricola comunitaria che vada a supportare in modo maggiore il valore della cooperazione, come volano di sviluppo per il mondo agricolo e di studiare nuovi strumenti per la capitalizzazione delle cooperative». Uno degli obiettivi del workshop era del resto l’individuazione di politiche capaci di supportare il modello cooperativo rispetto ad altre soluzioni organizzative dell’agricoltura.

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