Italia
«Nessun progetto a garanzia dei servizi»
CECINA. «Le affermazioni del mio collega Paolo Barabino in merito alla mancata nomina dei primari vacanti da anni, che condivido, non aggiungono nulla di nuovo a quanto abbiamo denunciato fin dal...
CECINA. «Le affermazioni del mio collega Paolo Barabino in merito alla mancata nomina dei primari vacanti da anni, che condivido, non aggiungono nulla di nuovo a quanto abbiamo denunciato fin dal primo momento: non esiste alcun reale progetto per migliorare e garantire il servizio ospedaliero di Cecina e la fusione del nostro ospedale con quello di Piombino è solo un accorpamento fatto sulla carta per ridurre ulteriormente le risorse destinate a Cecina». Così la capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani.
«Alla luce dei fatti, non appare tanto peregrina l'ipotesi che il sindaco Samuele Lippi abbia assecondato la linea di partito – sostiene Tovani –, svendendo il nostro ospedale per questioni di equilibri interni e in cambio sia riuscito a farsi eleggere presidente della conferenza dei sindaci della nuova mega Asl, che va da Massa a Piombino, quando Cecina non è oggettivamente centrale, ne Lippi abbia particolari competenze nel settore ospedaliero». In merito allo studio sulla messa in rete degli ospedali di Cecina e Piombino: «Lo studio di Federsanità non solo non è mai stato divulgato ma sarebbe comunque arrivato a decisione già presa. I dati sugli stanziamenti annuali che la Asl destina al nostro ospedale non vengono resi pubblici, ma aiuterebbero a capire quale sia la reale volontà della attuale dirigenza Asl. Neanche la commissione sanità è riuscita a ottenere tali dati». E conclude: «I responsabili di queste scelte hanno nomi e cognomi. Il presidente della regione Enrico Rossi, dominus indiscusso della sanità toscana da quasi 20 anni è colui che definendosi democratico ha mandato al macero oltre 50.000 firme valide di cittadini toscani raccolte per chiedere il referendum abrogativo della riforma sanitaria».
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