Il Tirreno

Lungo la battigia affiorano i resti di un’altra barca

di Elisa Pastore
I resti dello scafo di una barca affiorano lungo la battigia lungo la spiaggia della Bucaccia
◗
I resti dello scafo di una barca affiorano lungo la battigia lungo la spiaggia della Bucaccia

Vada: dopo la segnalazione del Tirreno del primo scafo nelle dune nuovo ritrovamento lungo la spiaggia della Bucaccia

3 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.15103364:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/un-altra-barca-spiaggiata-a-vada/78742/80271]]

VADA. I resti di una vecchia imbarcazione. Praticamente in battigia. Corrosa dalla salsedine e ricoperta di alghe. Deteriorata dal tempo. Sicuramente insabbiata ormai da molti anni, fa però capolino soltanto durante le giornate di bassa marea.

A poche decine di metri dalla gommapiuma ricoperta di plastica ed incastonata tra le dune di rena della Bucaccia. Siamo sul litorale di Vada. Nel solito tratto di spiaggia dove, lo scorso mercoledì, Il Tirreno aveva segnalato la presenza del primo rifiuto che fuoriesce dalle dune: la carcassa di una vecchia barca.

Una denuncia alla quale è seguito il sopralluogo dell'ufficio ambiente del Comune assieme alla Guardia costiera. Una verifica congiunta per capire di cosa si trattasse e per programmare il successivo intervento di rimozione. Un'operazione per la quale l'assessore all'ambiente Daniele Donati ha parlato però di tempi lunghi. Da capire prima, infatti, dato che la Bucaccia fa parte della riserva biogenetica, se occorra l'autorizzazione di altri organi, tra i quali quello della Forestale. Nel frattempo, il residuo rimane incastonato tra le dune. Non distante ieri è fuoriuscito, dalla battigia, anche un altro pezzo di una vecchia imbarcazione. Sicuramente pericoloso per chi si trovasse a camminare o a fare il bagno nell'acqua. È probabile che si tratti dei resti dello scafo di un’altra barca, ormai sommersa dalla sabbia.

Ma non è tutto, perché la zona è il ricettacolo di ogni genere di rifiuti. Nel mezzo, sulla spiaggia e tra le dune, c'è di tutto: bottiglie di plastica, pezzi di vetro, corde, teli di nylon, reti e ganci di vecchi pescherecci. Ma anche tubi di plastica, vestiti e pezzi di ferro arrugginiti. Una vecchia catena. Mozziconi di sigarette. Tantissime mattonelle. Per non parlare poi dei rami secchi, dei tronchi di alberi e di una distesa praticamente infinita di alghe. Una sopra l'altra per tutto il tratto di arenile.

Una spiaggia che ha visto l'ultimo intervento da parte dei cittadini volontari dell'Otp (Operazione territorio pulito) soltanto lo scorso gennaio. Definita perciò da loro, ad oggi: «Tutto sommato pulita». Impossibile quindi non domandarsi quale sia stato lo scenario che si è prospettato ai loro occhi e, soprattutto alle loro mani, soltanto due mesi fa. Delle due carcasse delle vecchie imbarcazioni, tra l’altro, i volontari Otp erano già a conoscenza da anni. Segnalate, da loro, più volte alle autorità competenti. Segnalate ogni volta che, armati di buona volontà e di tanti sacchi neri, si recavano alla Bucaccia. Ed ogni volta, con le loro mani, toglievano parti della vecchia barca che fuoriesce dalle dune. Parti che ogni volta, consumate dal sole e dalla salsedine, si sbriciolano al solo contatto.

La speranza è che si arrivi al più presto alla rimozione dei residui, tra l’altro pericolosi per chi si trova a frequentare l’arenile, e alla bonifica delle dune.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa