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Il proprietario dell’autobus «I documenti erano in regola»

Il proprietario dell’autobus «I documenti erano in regola»

La ditta Amitour multata dalla Polstrada: «Mancava solo un martelletto su quattro» I genitori degli alunni della scuola Boschetti-Alberti: «Bene aver fermato in tempo quel mezzo»

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CECINA. «Non è vero che mancavano i documenti, il libretto c’era tanto è vero che lo inoltrerò al giudice. Il mezzo era assicurato, solo che oggi i documenti sono telematici e sul bus c’era una fotocopia». Giuseppe Amici, titolare della storica ditta di trasporti Amitour, non ci sta ad essere accusato di aver inviato un bus non a norma per trasportare una gita scolastica.

Il caso, lo ricordiamo, è accaduto la mattina di martedì scorso, quando la Polizia stradale - avvertita, come prevede la norma, dal circolo didattico Guerrazzi della gita che avevano in programma due classi quinte della Boschetti-Alberti - si è presentata per una “revisione” del bus che avrebbe dovuto portare i bambini in visita al Museo archeologico di Rosignano Marittimo. Gli agenti hanno contestato che l'autista non aveva con sé la carta di circolazione e l'assicurazione. E hanno rilevato cinque cinture di sicurezza difettose e tre fari rotti, oltre alla perdita di olio dal motore e l'assenza di un martelletto frangi-vetri. Amici ribatte punto per punto e spiega che il mezzo era sicuro. «Quella macchina è nuova - dice -, ha fatto 32mila chilometri e abitualmente viene utilizzata come scuolabus in un comune della zona. È un mezzo in regola. Faccio presente che le verifiche che vengono fatte dalla Polizia stradale sono esclusivamente burocratiche, i veri problemi di sicurezza non vengono controllati». E prosegue spiegando che «effettivamente un faro non funzionava, ma dato che le gite vengono organizzate di giorno l’autista magari non se ne era accorto. Quando il bus è tornato in deposito è bastato sostituire un fusibile». Per quanto riguarda il martelletto frangi-vetri, Amici spiega che «nel pullman ce ne sono quattro, che tra l’altro avevamo sostituito pochi giorni fa. Ne mancava soltanto uno, quindi il mezzo non ne era completamente sprovvisto. Comunque stamani (ieri, ndr) ho pagato la sanzione per il martelletto, mentre tutto il resto lo contesterò davanti al giudice». Anche le cinture, secondo il titolare della ditta di trasporti, «non erano rotte, semplicemente erano arrotolate all’interno della loro sede, infatti dopo le abbiamo sbloccate senza problemi».

I genitori dei bambini della scuola, intanto, sottolineano che «è stato giusto fermare la gita scolastica, è stata una garanzia di sicurezza. L’attività di controllo della Polizia stradale è davvero encomiabile. Certo il disagio c’è stato, ma è un semplice rinvio della gita».

Anna Cecchini

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