Gioco
È morto Enio Bandini storico gioielliere appassionato di sport
Cecina, nato come orologiaio nel laboratorio Toninelli, è stato uno dei primi ad aprire un negozio di oreficeria a Cecina
CECINA. È morto Enio Bandini, uno dei primi orefici di Cecina e tra i commercianti storici più noti del centro città. Nel 1965, insieme alla moglie Luciana Creatini, aprì il suo primo negozio in via Marrucci, negli anni migrato (e ampliato) sul corso Matteotti, acquisendo la fisionomia attuale con la ristrutturazione della fine degli anni Ottanta. Un’attività familiare trasmessa ai due figli Iuri e Serena.Il 25 marzo alle ore 9.00 nel duomo di Cecina, sarà celebrato il funerale. Dopo la cerimonia religiosa, la salma sarà cremata.
Giovedì sera, 23 marzo, Enio Bandini è morto all’ospedale di comunità, dov’era ricoverato in seguito a una grave e lunga malattia che lo aveva colpito. Aveva 76 anni e, fino a pochi anni fa, prima dell’accentuarsi del male, aveva continuato a seguire il suo lavoro in negozio, affiancato alla passione per lo sport. Perché per Bandini lo sport era una ragione di vita. Nel tempo aveva organizzato gare e sponsorizzato squadre ed eventi, dal ciclismo - era tra i promotori, tra l’altro, della corsa dei 5 Comuni - al calcio, al podismo. Per la sua passione sportiva, come ricorda con affetto la figlia Serena, era stato premiato con numerosi riconoscimenti, come l’Omino di ferro, ed era stato nominato commendatore.
Nell’86 aveva ristrutturato l’omonimo negozio di corso Matteotti. In quell’occasione, durante i lavori, fu vittima di un infortunio - gli cadde addosso una pesante cassaforte - dal quale si riprese dopo diversi mesi.
Ma Enio Bandini era nato orologiaio. Aveva imparato il mestiere, come si usava dire “a bottega”, nella ditta di Luigi Toninelli, che aveva il laboratorio in via Veneto a Cecina, specializzata negli orologi per le torri dei campanili. Bandini vi era entrato nel ’55 lavorandovi per dieci anni. Un aneddoto trovato negli archivi del Tirreno. «L'orologio della chiesa di Vada si può riparare, basta volerlo». Così affermò nel 1999 in un’intervista al nostro giornale Enio Bandini, il «papà» di quel grande orologio. Letto sul nostro giornale dell'intenzione dell'amministrazione comunale di Rosignano di smantellare l'orologio di San Leopoldo e sostituirlo con uno nuovo, Bandini ci contattò rendendosi disponibile a ripararlo. Era stato lui infatti, nel 1963, ad installare quel meccanismo elettrico in sostituzione del primo orologio della chiesa, realizzato nel 1926 dal suo maestro Luigi Toninelli, di cui alla sua morte aveva proseguito l’attività prima di aprire la gioielleria.
Dal laboratorio cecinese di Toninelli (come si legge nei «Quaderni storici» di Vada, editi dalla parrocchia) erano usciti prestigiosi orologi da torre, fra i più apprezzati e ricercati in Italia per la solidità del materiale, tanto che nel 1924 l'officina ottenne il Grand Prix all'esposizione di Bruxelles.
Per la cronaca: l’orologio di Vada fu sostituito nel 2001 dalla ditta Trebino di Genova e l’originale esposto nei locali della Torre. Ma sempre nel 2001 Enio Bandini restaurò il vecchio orologio del campanile del Duomo di Cecina (sostituito con uno più moderno al quarzo). Anche questo era stato realizzato nel 1962 dalla ditta Toninelli, e dallo stesso Bandini, all’epoca giovanissimo. L’orologiaio-orefice fu ingaggiato dall’amministrazione comunale di Cecina per restaurare l’originale, conservato alla Villa della Cinquantina.
In quell’anno Bandini promosse un’altra iniziativa che testimonia la sua passione per la sua prima attività: pubblicare un catalogo degli orologi da torre esistenti in Italia. Per realizzarlo dette il via a una ricerca storica di tutti gli orologi da torre e monumentali esistenti nei vari paesi e città, corredata da documentazioni riguardanti l'ambiente sociale e architettonico in cui sono immersi. Il catalogo doveva essere esposto nei musei dell'orologio esistenti in Italia, mentre una copia omaggio era destinata alle biblioteche comunali che avevano collaborato alla stesura delle schede.
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