Il Tirreno

«La pineta Marradi diventi un parco monumentale»

di Alessandra Bernardeschi
«La pineta Marradi diventi un parco monumentale»

I 5 Stelle presentano una mozione in consiglio comunale per l’area verde di Castiglioncello: gli alberi tagliati devono essere ripiantati in numero uguale

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ROSIGNANO. Una mozione presentata al sindaco e alla giunta comunale per inserire la pineta Marradi di Castiglioncello nell'elenco di alberi monumentali da trasmettere alla Regione come disposto dal Decreto 23 ottobre 2014. A chiederlo i consiglieri del Movimento Cinque stelle. Una posizione, quella dei Cinque stelle, che era già stata annunciata durante l'assemblea pubblica che una settimana fa circa si è tenuta a villa Celestina. Nel documento viene chiesto anche di «mantenere l'assetto paesaggistico e monumentale della Pineta, in particolare l'imponente viale centrale» e di ripiantare «l'esatto numero di alberi tagliati». Se ciò non fosse possibile «di piantare la differenza in altre aree pubbliche comunali». Il M5S si rifà alla legge «del 14 gennaio 2013, n. 10 che si riferisce - spiegano i consiglieri Francesco Serretti, Elisa Becherini e Mario Settino - alle norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani e che prevede, specificatamente all' art. 7, le disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale. Per albero monumentale - dicono - la legge intende l'albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l'albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali».

L'esistenza della Pineta Marradi, «testimoniata dalla fine del 1800 - scrivono i consiglieri - e sviluppata successivamente nei primi anni del 1900, costituisce un polmone verde per tutto il territorio e una preziosa risorsa storico culturale che ha fatto di Castiglioncello una meta turistica apprezzata da moltissimi anni nonché un'ambiente strettamente ed intimamente connesso agli affetti e alla vita di moltissimi cittadini da generazioni intere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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