Il Tirreno

Degrado in zona stazione spunta l’ipotesi parcheggio

di Manolo Morandini
Degrado in zona stazione spunta l’ipotesi parcheggio

Il Dopolavoro ferroviario conta di recuperare l’area degli ex campi da bocce Sul tavolo del Comune c’è la richiesta di un cambio di destinazione d’uso

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CECINA. L’erba alta è l’unico velo sul degrado. Ma non basta. Tra il verde nell’area alle spalle del Dopolavoro ferroviario di Cecina affiora un po’ di tutto. Immondizia. Cartoni. Sacchi di rifiuti. Uno spazio chiuso, separato dai binari dalle costruzioni in abbandono degli ex magazzini. Perfino la recinzione, lato via Roma, è crollata. C’è tutto questo a due passi dal cuore della città. Qui un tempo si giocava a bocce. Dei campi dove far rotolare le palle se ne intuisce il perimetro. A far memoria resta soprattutto la tensostruttura in metallo, ormai spogliata della copertura. In pochi, invece, ricordano quell’area aperta al pubblico. Lo spazio sembrava avere un futuro nell’ambito della maxi lottizzazione Progetto stazione. Poi è arrivata la crisi del Consorzio Etruria e tutto è naufragato. Adesso è il Dopolavoro a prendere in mano la partita. Obiettivo: cancellare quella bruttura trasformando l’area in un parcheggio riservato ai propri soci.

«Abbiamo messo a punto un progetto di massima – afferma il presidente del Dopolavoro ferroviario di Cecina Pietro Candela –. Contiamo di riqualificare quella zona ricavandone un parcheggio a uso riservato ai nostri soci, ma è necessario un cambio di destinazione d’uso dell’area. Per questo abbiamo richiesto al sindaco di Cecina Samuele Lippi un incontro per verificare la disponibilità dell’amministrazione comunale a procedere in questa direzione».

Al parcheggio sarebbe garantito l’accesso dal viale fratelli Rosselli, in corrispondenza della cabina Enel. Qui ci sono già due aperture a raso che danno sulla pubblica via e sarebbe necessario solo allargarne la luce. All’interno stando al progetto di massima potrebbero essere realizzati 70 posti auto. Un polmone non da poco, con i soci del Dlf che portando l’auto in questi stalli ne libererebbero altri nel centro urbano. «La previsione è di un investimento nell’ordine di 80.000 euro che solo in parte sarebbero a fondo perduto, il resto ce lo accolleremo come Dopolavoro. Ma per questo aspetto che sarà deciso a roma prima dobbiamo avere il benestare al cambio di destinazione d’uso dell’area».

Tempi tutt’altro che brevi. Semmai dovesse arrivare la disponibilità al cambio di destinazione d’uso dell’area serviranno i tempi necessari all’iter urbanistico. E quelli per l’esecuzione dei lavori. Ma la proposta ha il pregio di smuovere le acque e riaccendere i riflettori su uno spazio finito nel cono d’ombra dopo il de pofundis del Progetto stazione.

All’inizio lo chiamavano progetto Metropolis, dal nome di una vecchia controllata delle Fs. Poi, dopo vari rimpasti societari nell’universo delle rotaie questa controllata sparì e si chiamò solo “progetto stazione”. In soldoni una lottizzazione annunciata da 50 milioni di euro (di cui 10 milioni in opere pubbliche) mai portata a termine. Il protocollo d’intesa fu siglato a Roma nel 2002 dall’ex sindaco Paolo Pacini, l’ex assessore all’urbanistica Stefano Benedetti e l’allora Ad di Rfi Mauro Moretti.

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