«Abbiamo fatto i lavori in modo corretto»
Dopo il sequestro dei Bagni Italia parla il proprietario: dimostreremo che abbiamo operato secondo le regole
CASTIGLIONCELLO. Sono molte le persone che in questi giorni passando da via del Quercetano, la strada che si affaccia sulla baia come una terrazza si apre sul mare, buttano gli occhi sui lavori di riqualificazione dei Bagni Italia. Lavori lasciati a metà a causa del sequestro del cantiere da parte della Procura della Repubblica. Il secondo in pochi mesi. Attualmente, come è possibile constatare, lo stabilimento balneare è chiuso. Tutto sospeso. Il proprietario del bagno che già aveva piantato alcuni ombrelloni sull'arenile per accogliere, vista la bella stagione, i primi clienti, ha tolto tutto. E tutto rimarrà immobile finché non saranno terminate le indagini o finché la Procura non deciderà diversamente. Mark Lombardo, proprietario dello stabilimento realizzato dal nonno nel 1931 ed oggi di sua proprietà ha commentato: «Ritengo che come è accaduto l'anno passato - dice Lombardo riferendosi al primo sequestro preventivo avvenuto nel giugno 2016 - dimostreremo che il nostro operato è stato fatto nel modo corretto. A questo fine i miei legali si sono messi in contatto con la Procura della Repubblica di Livorno». Di più non vuol dire Lombardo. Non fino a che non è stata fatta chiarezza sull'intera vicenda. Una vicenda che oltre al proprietario dello stabilimento balneare coinvolge altre tre persone l'architetto Claudio Bianchini, Fausto Venturi direttore del cantiere e la dirigente del comune di Rosignano Angela Maria Casucci. Una chiarezza, nel rispetto delle indagini della magistratura, che a più voci è stata richiesta anche dai cittadini e dai tanti operatori di Castiglioncello. Operatori che puntano proprio sull'accoglienza turistica e sul fatto che un cantiere bloccato con lavori da terminare in una delle più belle zone di Castiglioncello alle porte della stagione estiva può rappresentare un danno d'immagine per la frazione.
Un nuovo scossone dunque per i Bagni Italia i cui lavori erano ripartiti dopo il via libera ottenuto dopo il dissequestro del cantiere avvenuto all'inizio del luglio scorso e dopo il via libera di Demanio e Comune alla seconda variante al primo progetto. Una storia decisamente in salita quella della riqualificazione dei bagni iniziata nel gennaio del 2016, quando il comune di Rosignano ha approvato la variante al piano regolatore. Nell'aprile dello stesso anno il primo esposto presentato dai confinanti dello stabilimento balneare; quindi il primo sequestro preventivo del cantiere. A luglio 2016 riprendono i lavori fini ad arrivare ad oggi con un nuovo stop e l'indagine della Procura.
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