Il Tirreno

Cantieri fermi, danno al turismo

di Alessandra Bernardeschi

Guidi (Ccn): «Troppe difficoltà per chi vuole investire». Marini (Confesercenti): «Occorre semplificare»

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CASTIGLIONCELLO. C'è attesa da parte di molti residenti e turisti di Castiglioncello per lo sviluppo che prenderà la vicenda legata alla riqualificazione dello stabilimento balneare Bagni Italia. Stabilimento i cui lavori sono stata bloccati dal secondo sequestro da parte della Procura della Repubblica di Livorno. Alcuni interrogativi vengono posti.

Il primo quando e come riapriranno i bagni, tra i più storici e belli di Castiglioncello, che si trovano proprio a metà di quella baia incantata incastonata tra le rocce del Quercetano. Dipenderà dal sviluppo delle indagini. Il secondo interrogativo se lo pongono coloro che di turismo a Castiglioncello vivono. Bagni Italia ma anche la riqualificazione del Ciucheba che dopo quasi 8 anni dalla presentazione del progetto attende il via ai lavori, sono forse i casi più eclatanti nel territori del Comune di Rosignano. Progetti presentati, varianti, rinvii da parte di vari enti che debbono dare autorizzazioni; passano anni e con loro anche gli entusiasmi. Qualcuno ce la fa, vedi la riqualificazione del Tennis e del Cardellino in pineta Marradi, altri attendono. «Ciò che sta accadendo ai Bagni Italia - dice Nicola Toncelli architetto, operatore commerciale di Castiglioncello nonché consigliere comunale del gruppo di maggioranza - provoca due disagi. Uno immediato l'altro a lungo termine. Ovviamente la magistratura deve fare il suo percorso ma un cantiere fermo con i lavori a metà proprio nel mezzo di uno dei tratti di costa più belli di Castiglioncello alle porte dell'estate, crea un danno a tutti gli operatori del settore. Poi - continua - c'è il danno a lungo termine: cosa può pensare un privato pronto ad investire sulla località per cercare di rinnovarla? L'amministrazione comunale sta cercando di risolvere alcuni problemi per attrarre investimenti, ma anche noi cittadini dobbiamo metterci del nostro».

Una magistratura che deve fare il suo corso anche per Vanessa Guidi, presidente del Centro Commerciale di Castiglioncello: «Lo stop ai lavori ai bagni Italia - dice - fa male al turismo. Già l'anno scorso i turisti si aspettavano di vedere uno stabilimento balneare rinnovato. Adesso siamo alle porte dell'estate e i lavori sono nuovamente fermi. Una nuova tegola su Castiglioncello». Troppe le difficoltà alle quali vanno incontro gli operatori che vogliono investire: «Al di là della crisi economica, del sistema delle tasse che ormai tra comunali e statali ha raggiunto il 65%, uno dei passi che dovrebbero essere fatti - dice Massimo Marini della Confesercenti - è quello della semplificazione. Non lo dico io, lo dice l'Europa che ha segnalato come in Italia tutti questi enti che devono dare le autorizzazioni sui progetti siano una caratteristica solo del nostro Paese. Troppe le forme di autorizzazione, troppi gli enti coinvolti. Tutto ciò non solo frena gli investimenti dei imprenditori locali ma anche di chi dall'estero vorrebbe investire in Italia. La burocrazia va semplificata. Non voglio un sistema che favorisca platealmente gli imprenditori - dice Marini - ma neanche che gli imprenditori vengano danneggiati». Problema sentito dagli stessi operatori: «Anche se abbiamo delle idee - dice Guidi - tra autorizzazioni e bolli passa molto tempo prima di realizzarle».

«Per fare qualcosa sul demanio - spiega Stefano Paperini responsabile dell'associazione dei balneari Fiba - occorrono otto autorizzazioni, anche se apro una finestra. Dobbiamo passare dalla Dogana, dalla Capitaneria di Porto, dal Comune, dall' Asl, dalla Sovrintendeza, dal Demanio Regionale e altri Enti ancora. Può anche andar bene per progetti importanti ma non quando si parla di piccole modifiche, per un imprenditore che vuole investire tutto ciò è diventato troppo pesante». Di mediazione parla Pietro Rotelli della Confcommercio: «Ci sono delle regole per la salvaguardia ambientale e paesaggistica che vanno seguite - dice - ma nel contempo dobbiamo garantire agli imprenditori che vogliano investire nel loro lavoro di poterlo fare».

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