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Massini sul caso Barcaccina «Il Comune rinuncia a 1 milione»

SAN VINCENZO. La querelle sulla Barcaccina vede il Comune di San Vincenzo opposto all’imprenditore cecinese Roberto Massini che ha presentato ricorso al Tar contro l’amministrazione. Massini tiene a...

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SAN VINCENZO. La querelle sulla Barcaccina vede il Comune di San Vincenzo opposto all’imprenditore cecinese Roberto Massini che ha presentato ricorso al Tar contro l’amministrazione. Massini tiene a spiegare nel dettaglio la questione. «Con delibera dirigenziale del 5 giugno 2013, il Comune di san Vincenzo ha alienato la proprietà superficiaria, per la durata di 50 anni, dell'area in via Tridentina, in favore della soc. La Barcaccina srl, per euro 228.750 ridotti del 60% e quindi 137.250 euro netti - scrive Massini -. Ciò mediante "assegnazione diretta" e senza dunque indire un bando pubblico, in violazione delle norme che regolano la concessione e cessione di beni da parte della Pubblica amministrazione. A seguito di ricorso giurisdizionale, il Tar della Toscana ha annullato tale cessione, ritenendola illegittima; la sentenza è stata poi confermata dal Consiglio di Stato. Ovviamente la Barcaccina srl in forza della vendita ritiene di dover pagare solo il 2013 per euro 18.621 e non far fronte alla tassa di concessione del suolo pubblico per gli anni 2014 - 2015 -2016, tassa poi dovuta in forza della sentenza del Consiglio di Stato che ammonta a 64.721 euro. Il Comune di San Vincenzo - prosegue Massini - prende atto della sentenza del Consiglio di Stato n. 01804/2016 del 22.03.2016. Non solo non richiede i canoni scaduti per 64.721 euro, ma con delibera di giunta n. 159 del 15/07/2016 decide di pubblicare un bando di gara (come imposto dai giudici amministrativi) per l’affidamento del diritto di superficie per 50 anni del terreno in questione. Tuttavia, con determina 567 del 18/7/2016, il geometra Filippi, in pensione dal 31/12/2016, dà incarico al rag. Alessandro Pacchini (con una previsionale di spesa di euro 11.291,32) di redigere "una perizia estimativa tesa a determinare il valore dell'indennizzo da corrispondere a favore dell'attuale concessionario". La perizia stabilisce un indennizzo di 1.019.000 euro. In tal modo, chiaramente, nessuno, se non il solo concessionario uscente, ha potuto partecipare alla gara pubblica. Ecco i motivi dell'ulteriore ricorso al Tar. In disparte gli interessi del sottoscritto, resta il fatto - questo sì di pubblico interesse - che con tale operazione il Comune di San Vincenzo ha rinunciato a circa 1.409.957,00 euro. Infatti, la concessione originaria in cui è subentrata la soc. La Barcaccina, prevedeva un canone per il 2017 non pagato di € 28.199,15 che - moltiplicato per i 50 anni dell'odierna e contestata cessione - avrebbe avuto un totale di € 1.409.957 cui aggiungere, dovuti, 64.721,00 euro per gli anni 2014-15-16, a detrarre euro 137.828,40; quindi in 50 anni il Comune dovrebbe incassare 1.336.849,60 euro. Adesso, con l'attuale cessione del diritto di superficie, il Comune ha incassato (o incasserà) la somma, per 50 anni, di 160.000,00 euro a lordo delle spese sostenute, circa 40.460,00 quali notule per i legali propri e avendo perso anche quelli di controparte. Una condotta che ha cagionato un mancato incasso a favore della collettività di San Vincenzo pari ad € 1.216.389,60 fatte salve future rivalutazioni».

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