Attenzione
«Chi si è costruito la casa ha preferito Donoratico»
CASTAGNETO CARDUCCI. «Vede qui una volta aveva sede il Partito comunista. C’era l’unica televisione del paese e ci ritrovavamo tutti insieme per vederla». Lida Musi (nella foto con il giornalista...
CASTAGNETO CARDUCCI. «Vede qui una volta aveva sede il Partito comunista. C’era l’unica televisione del paese e ci ritrovavamo tutti insieme per vederla». Lida Musi (nella foto con il giornalista Stefano Taglione), 86 anni portati benissimo, sta facendo la spesa nell’unico negozio di generi alimentari rimasto aperto a Castagneto, il borgo che d’inverno si spopola di abitanti e insegne commerciali. A servirla Carla Francalacci, che dopo la chiusura dell’ultima macelleria (a settembre dello scorso anno) nel banco frigo espone anche la carne. Non esistono giorni di ferie, per lei: è sempre al pezzo per dare un servizio a un paese ormai vissuto in prevalenza dagli anziani. La signora Lida - che la mattina del 10 marzo ha deciso di incontrare i giornalisti del Tirreno al bar Black e White di via Vittorio Emanuele - vive davanti al Belvedere e, seduta su una sedia in mezzo al corso principale, ricorda com’era Castagneto una volta.
«Prima era piena di persone e Donoratico non esisteva – racconta – ed era il 1957 quando alla sezione del Pci di piazza del Popolo ci ritrovavamo per vedere tutti insieme la tv. Me lo ricordo, ero incinta quell’anno». Prima, a Donoratico, «c’era solo la stazione dei treni, la farmacia e il bar del Fontanelli, per il resto solo una distesa di campi coltivati. Poi, i contadini che avevano accumulato dei soldi alla fattoria del Conte da cui dipendevano, si spostarono e incassando quella poca liquidazione maturata, iniziarono a costruire le loro case. Non a Castagneto, perché era scomodo, ma a Donoratico. È proprio così che è nata Donoratico».
Il borgo all’epoca aveva tutto un altro appeal. «Era molto movimentato – sottolinea la signora – anche perché c’erano tanti sfollati soprattutto nel Dopoguerra. Era un paese dove si stava bene, popolato anche d’inverno». Si stava bene, certo, ma la posizione strategica di Donoratico, più vicina al mare e alle vie di comunicazione, ha inciso tantissimo nello spopolamento del borgo da cartolina. «La gente va nei posti che ritiene più comodi – spiega Lida Musi – e infatti a Donoratico ci sono i supermercati, la stazione dei treni, l’Aurelia. È normale che le cose siano andate in questo modo, purtroppo. Qui a Castagneto ormai siamo rimasti solo noi anziani. Io qui vivo bene. Chi me la dà la bellezza di ammirare un tramonto dal mio Belvedere?».
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