Sicurezza
Poggio Gagliardo, l’esempio Bussi
«É possibile far pagare i responsabili dell’inquinamento»
CECINA. Un precedente a cui guardare. È l’invito del circolo cecinese di Rifondazione comunista per l’inquinamento e la bonifica in zona Poggio Gagliardo. Il riferimento è al caso di Bussi «in cui anni fa fu scoperta una mega discarica abusiva della Montedison, che ha inquinato i terreni e la falda acquifera. Diversi ex manager Montedison sono stati condannati dalla Corte d’assise d’appello dell’Aquila. Il verdetto ha anche fissato le provvisionali e le spese legali da riconoscere alle parti civili di 3,7 milioni di euro. Con il danno ambientale e sanitario arrecato, che dovrà essere quantificato in sede civile».
Gli esponenti di Rifondazione comunista citano il legale che ha rappresentato il Wwf nella vicenda giudiziaria. «L’avvocato Navarra ha affermato che anche i reati ambientali possono trovare un giusto accertamento di verità. E Di Tizio presidente del Wwf della regione Abruzzo che è stato compiuto un passo avanti importante ma l’obiettivo finale resta la bonifica del territorio e l’applicazione sacrosanta del principio che chi ha inquinato paghi».
«Visto l’inquinamento persistente a Poggio Gagliardo e nel territorio di Cecina e le vicende giudiziarie collegate alla ricerca degli inquinatori, suggeriamo al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi di contattare gli avvocati che sono riusciti ad impostare il processo in modo che la magistratura potesse condannare i colpevoli del disastro ambientale, per avere delle consulenze professionali accurate, per reimpostare un processo anche da noi che possa avere più probabilità di essere vinto dalle parti offese dall’inquinamento abusivo». E conclude la nota della segreteria del circolo: «Riteniamo che la bonifica debba procedere in maniera accelerata, e che tutte le istituzioni debbano tentare tutte le possibilità per far affermare il principio giuridico che chi ha inquinato deve pagare la bonifica».
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