Proteste
Diffida al Comune la Regione ferma la Dakar in spiaggia
Bibbona, stop ad auto e camion sull’arenile in zona Forte La manifestazione serviva a raccogliere fondi per Amatrice
BIBBONA. Lo stop arriva da Firenze. La manifestazione “Adventure on the beach”, ribattezzata dai critici la Dakar in spiaggia, non s’ha da fare. La diffida dagli uffici della Regione Toscana arriva via fax al Comune di Bibbona poco dopo mezzogiorno del 10 marzo. L’evento promosso da Citiprofeti official team, a sostegno della popolazione terremotata di Amatrice, patrocinata dal Comune rietino e da quello di Bibbona si doveva svolgere domenica 12 marzo a Marina di Bibbona, sull’arenile in zona Forte.
Sulla spiaggia non potranno entrare le auto ed i camion degli equipaggi italiani che hanno partecipato all’ultima edizione della Dakar, rientrati da qualche settimana in Italia direttamente da Buenos Aires. Sfuma la promessa degli organizzatori di ricreare le atmosfere tipiche del Dakar, con tanto di dune da solcare, e la possibilità di salire a bordo per fare un giro con un vero pilota. «Mi limito a prendere atto e non posso far altro che negare l’autorizzazione – dice il sindaco Massimo Fedeli –. Ma credo che questa scelta costituisca un precedente e mi domando se la linea di condotta è univoca su tutto il litorale toscano».
«Il 10 marzo alle ore 12.02 è stato comunicato al sindaco di Bibbona il diniego della Regione Toscana ad autorizzare lo svolgimento della manifestazione sulla spiaggia di Marina di Bibbona – afferma Elena Profeti, presidente di Citiprofeti –. Al momento quindi la manifestazione è dichiarata sospesa. Siamo in attesa comunque di ulteriori dettagli da parte delle autorità competenti. E al momento siamo basiti. Così come il sindaco e il vicesindaco di Bibbona, Simone Rossi, che ci hanno supportati fino in fondo. Spero capiate il nostro stato d’animo dopo mesi di puntigliosa organizzazione. È un ulteriore schiaffo ad Amatrice».
La motivazione dello stop sarebbe dettata da ragioni di tutela dell’habitat costiero e del sito di nidificazione del fratino. Una motivazione che appare in linea con i rilievi avanzati da più parti dal Movimento 5 Stelle e dalle associazioni ambientaliste, Wwf Livorno, Legambiente Costa etrusca e Operazione territorio pulito di Cecina e Montescudaio.
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