Proteste
Torretta, è di nuovo scontro
Il caso in Procura, la lista As chiede di verificare l’iter urbanistico
SAN VINCENZO. Condanna al pagamento di 516,46 euro per l’abuso paesaggistico e permesso di sanatoria rilasciato dal Comune di San Vincenzo il 2 agosto scorso. Sono questi ultimi due capitoli della vicenda relativa alla Torretta nel bosco di pertinenza del Park hotel I Lecci di via della Principessa che fanno insorgere la lista di minoranza Assemblea sanvincenzina (As), che ha deciso di richiedere verifiche agli uffici comunali e regionali preposti e alla Procura della Repubblica.
I consiglieri di As ricordano che questi ultimi due provvedimenti giungono dopo che erano state respinte due richieste di autorizzazione paesaggistica e che era stata approvata dal consiglio comunale una mozione del Forum nella scorsa legislatura che prevedeva la demolizione e la rimessa in pristino dei luoghi. L’ordinanza di demolizione del 15 settembre 2011 non è stata mai ottemperata.
In relazione alla Torretta esiste un’indagine penale in corso dal 2012 ai danni di vari soggetti: la ditta costruttrice della palazzina, l’ex dirigente comunale Andrea Filippi, il geometra comunale Daniele Bettini e la proprietà, ossia la Ferrero Snc.
La vicenda. La vicenda, dopo le segnalazioni sia sulla stampa che sul web, trova il suo primo capitolo il 15 settembre 2011 con l’ordinanza 283 con cui si ordina ai responsabili dell’abuso la remissione in pristino dello stato dei luoghi per opere eseguite con variazioni essenziali in totale difformità dai titoli abilitativi per la realizzazione dell’edificio La Torretta, di una bordura in legno a sostegno della duna e di una strada di cantiere.
Il 31 ottobre 2011 la proprietà comunica l’inizio dei lavori per la remissione in pristino delle opere e due richieste di autorizzazione paesaggistica. Richieste che il Comune respinge il 27 dicembre 2011. La magistratura sequestra il cantiere il 7 marzo 2012. Con delibera numero 22 del consiglio comunale del 12 marzo 2012, il Comune “invita gli uffici competenti a proseguire nell’iter dell’ordinanza di demolizione e rimessa in pristino dei luoghi con effetto immediato”.
Il 15 marzo 2012 il geometra comunale Fausto Salti, dopo un sopralluogo, accerta che la rimessa in pristino non è avvenuta. Il 27 marzo 2012 Salti comunica all’allora dirigente Andrea Filippi e all’allora sindaco Michele Biagi di aver predisposto la lettera con la comunicazione di inottemperanza all’ordinanza e conseguente preavviso di confisca e demolizione d’ufficio. Ma «questa lettera – sostengono i consiglieri di As – risulta inspiegabilmente mai notificata».
Ultimi atti e verifica. Per tre anni non accade niente di nuovo, finché il 26 ottobre 2015 la proprietà presenta una terza richiesta di sanatoria che l’ente locale, stavolta, approva. È il 29 ottobre 2015. Alla luce di questi fatti i consiglieri di As Paolo Riccucci, Fabiana Boccini e Francesco Battini, chiedono all’amministrazione, agli uffici preposti e alla Procura se sia consentito il rilascio di un’autorizzazione paesaggistica in sanatoria per opere eseguite in totale difformità ai titoli abilitativi e se le autorizzazioni che prima mancavano siano invece in seguito state rilasciate. As chiede inoltre se sia regolare il rilascio del permesso a costruire del 2 agosto scorso e perché non si sia dato seguito all’ordinanza di demolizione e ripristino.
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