La protesta
L’impianto è in sospeso le 2 ipotesi del Comune
Si tratta per la permuta del ristorante nell’ambito dell’intesa col Demanio Un progetto di riqualificazione da 100.000 euro per abbattere i rumori
CECINA. Le ipotesi si rincorrono. C’è solo una certezza. Il Tiro a volo così non può andare. Nel campo della Cecinella si spara dal 1962. Ma gli spazi si sono fatti stretti. La convivenza con le abitazioni e le vicine strutture turistiche costruite negli anni è complicata. Si lamentano anche i camperisti, l’area di sosta confina con il campo di tiro e i pallini di piombo che oltrepassano le reti finiscono per cadere sulle loro teste. Non sono contenti neppure i soci dell'associazione, una realtà consolidata, con oltre 70 iscritti. L’impianto è di proprietà del Comune di Cecina. E l’amministrazione è a un bivio. Trasferire il tutto o restare? Un’indicazione potrebbe arrivare dalla trattativa in corso con l’Agenzia del demanio.
La parola magica è permuta e promette di ridisegnare la geografia di vari spicchi della città. Alla base dell’intesa il trasferimento degli uffici comunali da via Landi per far spazio alla Guardia di finanza. Mentre il Comune acquisirà al suo patrimonio oltre al Comune vecchio in piazza Carducci, l’area feste della Cecinella, parte dei parcheggi a lato di viale Galliano, il ristorante (chiuso dal 2013) al tiro a volo, il campo da bocce a lato dell’ex vivaio della Forestale e il terreno vista mare di fronte alla Capannina dove realizzare una piazza nell’ambito dell’ultimo lotto di riqualificazione del viale della Vittoria.
«L’Agenzia del demanio sta facendo le valutazioni degli immobili su cui basare la proposta di permuta – afferma il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. L’ipotesi è che si possa acquisire anche il ristorante al tiro a volo, che ci consentirebbe di fare un bando di gestione unico in cui prevedere la riqualificazione dell’impianto».
Del bando per la gestione dell’impianto se ne parla da tempo. Lo scorso anno il presidente dell’associazione Tiro a volo Sebastiano Alvares nel sottolineare la consapevolezza che la realtà intorno è cambiata ricordava la proposta sul tavolo del Comune di «un progetto di riqualificazione dell’impianto per attenuare i rumori». Nel dettaglio, un terrapieno a forma di anfiteatro alto non meno di 8 metri e sopra le reti per il recupero dei pallini di piombo, oltre a modificare le pedane di tiro, per una spesa stimata in 100.000 euro.
«Ad oggi siamo in attesa della proposta del Demanio – dice Lippi –. Resta l’obiettivo di ridurre i rumori e di riqualificare tutta l’area che potrebbe essere un primo passaggio in vista del trasferimento dell’impianto al confine con Bibbona in prossimità del poligono di tiro e della pista di go-kart».
I tempi sembrano tutt’altro che brevi, anche per il bando senza ipotesi trasferimento, e così come per altre strutture si prosegue nella gestione in regime di proroga.
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