Il Tirreno

L’Ipsia ko fra calcinacci e crepe nei muri

di Elisa Pastore
L’Ipsia ko fra calcinacci e crepe nei muri

L’edificio su via della Repubblica cade a pezzi, fra scritte vandaliche, marciapiedi devastati ed erbacce nel piazzale

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ROSIGNANO. Le mura esterne dell'edificio sono piene di scritte e crepe. Dalle pareti cascano spesso calcinacci e parti d'intonaco. Le tubazioni, così come le scale antincendio dell'istituto superiore che ospita gli studenti dell'Alberghiero e dell'Ipsia, sono totalmente arrugginite. E rotte in più punti. Quasi pericolanti. Coperte non di rado dal guano dei piccioni.

Edificio nel degrado. Una situazione di assoluto degrado e di mancanza di manutenzione quella che interessa tutta la parte esterna di un immobile ormai datato. Visibile da chiunque si trovi a passeggiare tra via Allende, via della Repubblica e via Nievo. Impossibile non notare, di fatto, l'incuria alla quale è stata abbandonata la scuola superiore che accoglie tutti i giorni decine di alunni che frequentano sia l'istituto alberghiero che l'Ipsia. E con essa anche il piazzale esterno che la divide dalle elementari e medie Ernesto Solvay così come i marciapiedi che la costeggiano. Tra questi, quello sicuramente più degradato si trova su via Allende. Una strada, peraltro, transitata quotidianamente anche da molti cittadini. Qui infatti sono saltate svariate mattonelle che rendono il percorso un vero e proprio zig zag tra detriti, dossi e buche che con la pioggia formano enormi pozzanghere d'acqua. Un percorso non facile, ad esempio, per le mamme con i passeggini, per le persone anziane o in carrozzina. Non adatto, in ogni caso, ad un villaggio scolastico.

Erbacce nel piazzale. Quanto poi al piazzale esterno dell'istituto Mattei, così come molte altre parti del vecchio edificio, questo è ricoperto da erbacce e spesso anche da sporcizia di vario genere. Anche in questo caso poi si nota il guano dei piccioni. La pensilina invece - il luogo dove tutte le mattine gli studenti attendono l'autobus che li riporta a casa e che dovrebbe proteggerli dagli agenti atmosferici - è ridotta a due strutture anch'esse vecchie e bisognose di manutenzione. Sporche e scolorite a fianco di alcuni ferma biciclette ormai arrugginiti. E tutto questo riguarda soltanto l'esterno della struttura. Il benvenuto quotidiano a docenti, alunni e personale esterno.

La manutenzione fatta dai ragazzi. Un rapido viaggio tra un deterioramento al quale i ragazzi sono abituati ormai da anni tanto che sono stati loro stessi, negli scorsi mesi e con l'aiuto dei professori e della dirigente, a dipingere parte dell'ingresso della scuola per renderlo quantomeno più decoroso. Per coprire - almeno in parte - scritte, crepe, buchi e macchie sulle pareti. Ma non solo. Di fatto anche in passato si sono più volte autotassati per colorare aule e corridoi, lamentando spesso anche il degrado e la sporcizia del cortile interno.

Il rebus della nuova scuola. Un edificio obsoleto che la Provincia, ente di competenza degli istituti superiori, dovrebbe completamente ristrutturare una volta terminati i lavori per la costruzione del nuovo fabbricato nel giardino adiacente alla sede dell'Iti in via della Repubblica. Il condizionale però, in questa fase, è ancora d'obbligo dal momento che, negli scorsi mesi, il decreto enti locali ha costretto le Province a dichiarare a rischio la realizzazione di tanti interventi già in programma. E tra questi, appunto, la riqualificazione di uno dei tre plessi del Mattei: una scuola datata e decadente. Che, almeno da fuori, non trasmette certamente quel senso di sicurezza, pulizia e stabilità che dovrebbero invece garantire tutti gli istituti scolastici.

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