Il Tirreno

Tumori al seno, a Livorno un super centro

di Nicolò Cecioni

La nuova “Breast Unit”: dalla prima visita radiologica al trattamento, tutte le cure a misura di donna

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LIVORNO. Nel 2016 48.000 donne sono state colpite dal tumore alla mammella. Il 30% delle quali hanno meno di 50 anni e la proiezione per il 2017 è in aumento visto che si prevedono oltre 50.000 casi. È importante che Livorno si sia dotata di questo nuovo centro di senologia multidisciplinare. Ieri mattina è stata presentata la nuova Breast Unit, una struttura specializzata con professionisti di ogni genere per aiutare le donne prima, durante e dopo il tumore al seno. E all’ospedale, per celebrare questo importante momento, si sono presentate moltissime personalità del mondo della politica e della medicina livornese.

A moderare l’incontro è stata la nostra giornalista Ilaria Bonuccelli mentre la prima a parlare è stata l’assessora alla Sanità del Comune di Livorno Ina Dhimgjini, alla quale ha fatto eco il consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti. «Porto i saluti della Saccardi – ha detto – e anche lei è felice che la nostra città abbia raggiunto questo importante risultato, dando seguito al rafforzamento del reparto di oncologia. È un segnale forte di continuità e di volontà di dar seguito agli investimenti in questo campo. Livorno resta uno dei punti di riferimento della Toscana».

Il centro di senologia multidisciplinare consentirà alle pazienti di ricevere una cura specializzata, venendo prese per mano da un team di professionisti per tutto il corso della malattia. Non più dunque, solo il senologo o il chirurgo senologo, ma anche il radiologo, il chirurgo plastico, il radioterapista, lo psico-oncologo, il fisiatra, il medico nucleare e l’anatomopatologo.

«La diagnosi – ha spiegato Donato Casella, il responsabile della Breast Unit – viene fatta in radiologia perché il nostro reparto è in radiologia. La consegna del referto viene eseguita dal radiologo, dal chirurgo e da uno psicologo e viene data alla paziente insieme agli altri specialisti e a diverse associazioni che operano in questo campo. Si comunica alla paziente il percorso che dovrà svolgere e che inizierà entro 10 giorni. Entro un mese, poi, il caso verrà ridiscusso con i colleghi per decidere il tipo di intervento da applicare e la paziente avrà la risposta istologica. L’azienda implementerà l’assistenza di tipo psicologico perché un tumore alla mammella non colpisce solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale».

Questo centro, inoltre, godrà di un forte rapporto di cooperazione con quello dell’Università di Pisa. Ma quale sarà il tempo di attesa per ricevere una diagnosi? A rispondere a questa domanda è stato il direttore sanitario Mauro Maccari. «L’attesa per una mammografia può essere anche lunga. Ma bisogna dividere le mammografie di controllo dai noduli patologici. Nel secondo caso il percorso è molto più breve e in massimo 40 giorni viene fatta l’analisi. Chi, invece, ha bisogno di un semplice controllo per scrupolo, può anche aspettare di più».

Ad assistere alla presentazione della Breast Unit anche tante associazioni che ogni giorno lavorano sulla strada della prevenzione, uno dei capisaldi della lotta contro i tumori. «Le normative europee sono chiare – ha chiosato Loredana Pau, consigliera di Europa Donna Italia – e prevedono che tutti gli ospedali si dotino di questi centri, per garantire a tutte le donne di avere la stessa cura. Purtroppo siamo ancora troppo indietro, speriamo che Livorno possa dare il buon esempio». Questo è il primo passo.

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