Sicurezza
Franchi firma per Orlando «Recuperare la nostra gente»
Assemblea guidata da Michela Cecchi, il sindaco si schiera col ministro della Giustizia «Non sono antirenziano, ma la sinistra deve essere il nostro perimetro culturale»
ROSIGNANO. In attesa che gli orfani di Enrico Rossi - anche in Bassa Val di Cecina - facciano una scelta di campo tra Renzi (poco probabile), Emiliano e Orlando l'area che fa quadrato attorno al ministro della Giustizia segna, sul nostro territorio, un colpo importante. E' la firma di Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano, per la candidatura Orlando nella corsa alla segreteria nazionale del Pd. Franchi l'ha posta venerdì sera, nella sede dell'unione comunale in piazza Risorgimento, durante la riunione organizzata e coordinata da Michela Cecchi per cominciare a dare struttura ed assetti all'area. Incontro partecipato: alcuni giovani, rappresentanti del mondo dell'associazionismo ma anche del lavoro, del sindacato, della scuola.
I riflettori, tuttavia, si sono accesi sull'intervento del sindaco che ha spiegato alla platea i motivi della sua scelta. Franchi, che in questi anni a guida Renzi del partito ha mantenuto un basso profilo nell'agone politico interno al Pd rifuggendo da contrapposizioni, tensioni e polemiche, ha sentito stavolta il bisogno di schierarsi. In modo chiaro ha detto che sosterrà Orlando e ne ha spiegato le ragioni. Un intervento, il suo, che ha ricalcato quello già fatto all'assemblea degli iscritti nei giorni scorsi.
«Prima di tutto - ci ha detto ieri Franchi - voglio premettere che non sono un antirenziano. Tuttavia penso che di fronte ad un'evidente situazione di difficoltà che si è venuta a creare nel partito prima con la sconfitta alle amministrative poi con l’esito del referendum ci sia bisogno di una riflessione interna sul perché si è acuita la distanza tra il nostro partito e quelli che erano i riferimenti culturali e politici della sinistra. E credo che per fare questo percorso la candidatura di Orlando, che non è una candidatura di servizio ma una figura in grado di affrontare e tentare di risolvere i nodi e le difficoltà esistenti, sia quella giusta». Franchi ritiene che chi se n’è andato dal Pd abbia fatto “una scelta sbagliata” e che oggi il Partito Democratico debba chiedersi come mai una parta della sua gente si è allontanata e tornare piuttosto a porre le questioni del lavoro, della scuola, della giustizia sociale come centrali.
Soddisfazione per l’esito della prima riunione dell’area Orlando viene espressa da Michela Cecchi che tuttavia informa che solo nella prossima settimana potrà essere ufficializzato un’organigramma. Da vedere anche se ci sarà un coordinatore locale o due. Certo è che venerdì in piazza Risorgimento si sono visti, oltre a Franchi, anche sindacalisti Cgil come Ugo Tarchi, rappresentanti del sociale (Gino Bigazzi) e del mondo del volontariato, oltre a Nicolò Bagnoli, Caterina Bellucci, Alice Prinetti, Mario Nocchi ed altri iscritti del Pd interessati alla candidatura Orlando.
Un’area che rappresenta il probabile sbocco anche per quanti hanno sostenuto il progetto politico di Rossi, salvo poi non seguirlo nella strada della scissione. Il nome di spicco, a proposito, è quello dell’ex sindaco di Rosignano, ex assessore regionale ed oggi nello staff del governatore Gianfranco Simoncini che ha già dichiarato di non seguire Rossi nell’avventura dei Democratici Progressisti. A Rosignano c’è il capogruppo comunale Luca Agostini che dopo aver condiviso parte dei contenuti della “rivoluzione socialista” di Rossi, ora prende tempo per valutare candidature e programmi al congresso.
Una sfinge risulta, a proposito, il segretario dell’unione comunale Francesco Bartalesi. «Schierarsi? In questo mometo il mio compito è tenere unito il partito», dice. C’è una segreteria provinciale renziana, del resto, e c’è un congresso alle porte. E un Pd rosignanese dove si irrobustisce il fronte a sinistra di Renzi.
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