Toscana
Dare nuova vita al borgo la politica dei piccoli passi
Castagneto Carducci, la sindaca Scarpellini annuncia alcune migliorie possibili «L’obiettivo è la riqualificazione di piazzale Belvedere entro la fine del mandato»
CASTAGNETO CARDUCCI. «Castagneto non sfugge alle difficoltà dei borghi rispetto allo spopolamento dei residenti e questo è un problema non banale che deve essere affrontato soprattutto in termini di offerta di servizi – dice la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini –. Vi è una diffusa tendenza a scendere nei paesi più grandi in cui si trovano servizi per la famiglia, supermercati, impianti sportivi, altre occasioni di socializzazione, quando da anni sono cambiati e per certi versi complicati gli stili di vita. Questo genera problemi a cascata: sempre minori negozi e via discorrendo. Venti anni fa non c’era la crisi attuale, anche questo qualcosa significa».
A lanciare il sasso sono i commercianti. In 10 anni le attività di sono ridotte del 40%. Chiedono attenzione al decoro e soluzioni di viabilità e per la sosta delle auto. «Negli ultimi mesi si individuano, anche parlando con operatori del settore, segnali positivi rispetto alla nascita di affittacamere e B&B, locazioni quindi rivolte al turismo, ma anche nuove residenze di giovani famiglie. Sono inoltre nate nuove attività di ristorazione e vi è almeno un interesse intorno a fondi sfitti a uso commerciale – dice Scarpellini –. Dobbiamo cogliere questi segnali positivi e non lasciarli spegnere e provare a dare nuova vita al borgo, mettendo ognuno un po’ del nostro». Che aggiunge: «Abbiamo un bilancio che non consente di fare opere impostanti, ma alcune migliorie sono certo possibili».
L’estate Castagneto vive. «La questione è il fuori stagione e come far vivere i pochi commercianti e i residenti che resistono. Ognuno deve provare a fare un pezzetto. Intanto vi è un’intensa attività culturale che si snoda in tutto l’anno. Il nostro obiettivo è quello della riqualificazione del piazzale Belvedere entro la fine del mandato. Tale sistemazione, a sistema con l’adiacente teatro, sarebbe già una risposta importante. Sempre in termini di risorse, non ci tireremo certo indietro di fronte ad un sostegno, per quanto possibile alle casse del Comune, per favorire Temporay shop o altro su cui da tempo abbiamo iniziato a ragionare con soggetti interessati potenzialmente». Che aggiunge: «La rivisitazione dell’intero borgo passa sicuramente da un progetto complessivo, ma in tempi di magra già vale la pena di tentare piccole ed efficaci soluzioni».
Un cenno al bando per consentire di celebrare matrimoni civili anche in aree private di pregio. «Ci auguriamo di poterli celebrare anche in Castello della Gherardesca – conclude –. Certo che, nel fuori stagione avere la disponibilità da parte dei proprietari a visite di alcuni spazi, in modo coordinato e sostenibile potrebbe fare la differenza, per esempio, in termini di offerta turistica e culturale».(m.m.)
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