Sicurezza
Bettini neo assessore «Sono abituato alle sfide»
L’intervista. Il campione di ciclismo parla delle sue idee per il turismo sportivo «La nostra costa è un paradiso, abbiamo tanto, manca il coordinamento»
CECINA. «Da sportivo sono abituato alle imprese difficili. Guardo a questo incarico come a una sfida nuova, e anche in questo caso cercherò di dare il mio contributo al massimo delle mie possibilità». È il primo discorso ufficiale di Paolo Bettini, nella sua veste di neo assessore tecnico al turismo sportivo nella giunta Lippi. Ieri mattina la firma e l’insediamento ufficiale a Palazzo civico. Dove il sindaco Samuele Lippi ha presentato la sua nuova squadra, con l’ingresso di Bettini e Lia Burgalassi, a cui è stata affidata la delega del sociale e della Società della salute. Due nuovi ingressi per un rimpasto-bis a metà legislatura, con l’uscita di Caterina Barzi e Paolo Biasci. E una ridistribuzione delle deleghe che ridisegna l’attività della giunta, con l’acquisizione di un’altra “consulenza” esterna affidata a Stefano Fiori (segretario dei socialisti cecinesi) che affiancherà il sindaco nel settore commercio (che Lippi ha acquisito per sè) dedicandosi ai rapporti con i Ccn.
Da super campione asso del ciclismo, ad amministratore. Per Paolo Bettini, il Grillo della California, un cambio di vita. «Non mi sono mai tirato indietro - dice Paolino - e non l’ho fatto neanche questa volta».
Perché ha accettato l’invito del sindaco Lippi?
«Ho accettato quest’incarico per concretizzare qualcosa di diverso, di nuovo, che possa portare qualcosa di positivo a una zona che ritengo sia una delle più belle, me lo dicono sempre le persone che incontro in giro per il mondo: un paradiso».
Ha già un progetto, degli obiettivi da realizzare?
«A livello territoriale abbiamo tutto - risponde Bettini - a livello di infrastrutture abbiamo tanto, manca molto coordinamento. Turismo sportivo è il punto d’unione di due settori che quando si trovano creano economia. Il mio sport mi ha portato a fare settimane di allenamento in tante zone d’Europa, ma le squadre belghe venivano a svernare qua perché ritenevano questa zona una delle migliori. Vale per il ciclismo ma anche per l’atletica, il tennis e gli altri sport: qui abbiamo la possibilità di fare attività sportive all’aperto per 11 mesi l’anno».
Nella sua scelta hanno influito anche la sua passione per il volo e la sua attività all’aviosuperficie?
«Ho sentito che era il momento giusto per fare un’esperienza nuova, e dentro a questo ci sta tutto quello che sono le mie esperienze: i miei 28 anni nel mondo dello sport e la passione che è maturata piano piano da una decina d’anni per il volo. Io giro l’Italia in auto, in bici e anche col mio aeroplanino e vi posso garantire che le potenzialità che ha Cecina con una struttura come l’aviosuperficie, che non è assolutamente sfruttata, sono enormi a livello turistico. Da noi tanti non atterrano perché l’infrastruttura non li può accogliere».
Il turismo sportivo è già presente da anni sulla costa, come pensa di ampliare l’offerta?
«Per tanti anni le società ciclistiche hanno scelto questa zona per allenarsi, poi sono state dirottate su altre mete, in Spagna per esempio. Non perché in Spagna ci siano elementi di maggiore attrazione, ma perché ci sono eventi come il Challenge Majorca che lega la partecipazione alle corse allo svernamento delle squadre. Noi qui abbiamo tutto: possiamo ripartire dai giovani e dalle donne, ad esempio, per rilanciare il turismo dello sport e creare lavoro».
@mariameini
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