Finanza
Ok a Siad per 40mila tonnellate di CO2
La Regione: positivo l’impatto ambientale. L’azienda produrrà e recupererà anidride carbonica dentro il parco industriale
ROSIGNANO. Si produrranno a Rosignano, nel parco industriale Solvay, 40.000 tonnellate annue di CO2. L'okay è arrivato ieri mattina da Firenze dove la giunta regionale ha approvato - su proposta del presidente Enrico Rossi - una delibera che dà il via libera alla costruzione di un impianto di estrazione e liquefazione di anidride carbonica. Sarà realizzato da Siad - Società Italiana Acetilene & Derivati Spa - gruppo chimico con sede a Bergamo attivo dal 1927 e che oggi opera nel settore della produzione e recupero di gas industriali, ingegneria, healtcare e servizi industriali.
E' il primo di tre progetti che Siad vuole realizzare a Rosignano (è previsto anche un impianto di produzione di azoto) e che comprendono un investimento di 46,5 milioni. Quello che ha ricevuto il disco verde della Regione prevede una spesa di 8,5 milioni ed è salutato con interesse proprio dalla società Solvay che oggi acquista CO2 principalmente dal sito di Ferrara e dall'Ungheria e che invece si troverà l'anidride carbonica in casa grazie all'accordo con Siad che sfrutterà anche un processo di recupero di CO2 da alcune fabbricazioni dello stabilimento di Rosignano. Anidride carbonica di cui Solvay si serve, tra l'altro, nella produzione di soda. Saranno utilizzate emissioni aeriformi della fabbrica ricche di CO2 da trattare per estrarre l'anidride carbonica. Tale trattamento - secondo Siad . consentirà di abbattere dell'85% la quantità di CO2 attualmente rilasciata dai suddetti flussi aeriformi. Saranno previste due sezioni, una di estrazione l'altra di liquefazione della CO2. La prima sarà alimentata dai fumi degli impianti Bir (sodiera) e Fch di Solvay, pretrattati dalla stessa Solvay. Parte della CO2 che sarà catturata sarà venduta all'azienda belga, parte inviata all'altra sezione dell'impianto, quella di liquefazione. Dove, la trasformazione nella fase liquida, avviene sfruttando un impianto frigo dedicato previa purificazione ed essiccazione del gas. Dagli impianti viene impegnata un'area di circa 1.500 mq. su una superficie dedicata a precedenti impianti (caldaie per la produzione di vapore per emergenza).
«E' il primo importante passo - spiega il presidente Rossi - per garantire un futuro al polo industriale di Rosignano. Lo avevamo promesso a novembre dello scorso anno, quando abbiamo firmato l'accordo di programma che delinea lo scenario di quest'area e abbiamo fatto sì che la Solvay rimanesse in Toscana».
Rossi si riferisce al protocollo d'intesa firmato al Mise il 30 novembre 2016 in cui si sanciva la permanenza di Solvay a Rosignano attraverso una serie di investimenti e sgravi sui costi dell'energia. In quella circostanza si è inserita la novità Siad, tra l'altro uno tra i principali gruppi chimici italiani, con un fatturato di 467 milioni, 1600 dipendenti ed oltre 70.000 clienti.
«Si tratta - aggiunge Enrico Rossi - del primo dei tre progetti di Siad che prevedono investimenti per 46,5 milioni di euro e la creazione di 25 nuovi posti di lavoro. Diamo il via al primo intervento da 8,5 milioni, che permetterà di produrre a Rosignano 40.000 tonnellate di anidride carbonica l'anno, evitando di immetterne in atmosfera 43.200. E la produzione di anidride carbonica sul posto, attraverso il suo recupero dai processi produttivi, porterà una riduzione del traffico di automezzi pari a 1,4 milioni di chilometri l'anno ed eviterà di perforare il territorio toscano o di importarla da altre regioni o dall'estero».
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