Il dolore
La spiaggia finita dietro a un muro
San Vincenzo, il caso al centro di un’interrogazione al sindaco della lista As
SAN VINCENZO. Sul piano dell’estetica non ci sono dubbi. Quel muro in cemento armato che avvolge parte della spiaggia di San Vincenzo, all’altezza del Bagno Florida, è fuori luogo. Ma potrebbe esserci anche di più per i consiglieri comunali di Assemblea Sanvincenzina che per venire a capo della scelta e delle ragioni del via libera all’intervento, realizzato in una manciata di giorni, presentano un’interrogazione al sindaco Alessandro Bandini.
«Assistiamo all’ennesimo caso di pianificazione urbanistica che a costo di andare avanti spregia nuovamente il paesaggio sanvincenzino e, nel caso specifico, il suo ecosistema più delicato e più compromesso dai grandi politici urbanizzatori degli ultimi anni – affermano i consiglieri Paolo Riccucci, Francesco Battini e Fabiana Boccini –: l’ecosistema della spiaggia che oggi viene inspiegabilmente violentato da un muro di cemento, opera antiestetica, dannosa per l’ambiente, per l’immagine del turismo e per gli operatori turistici che cercano invece di esaltare le qualità naturali più ammirate e ricercate del nostro territorio».
Gli esponenti di As non si capacitano della scelta. «Com’è possibile nel 2017 accettare un’opera di così grande impatto sulla spiaggia, oggettivamente brutta e che non può che nuocere alla comunità?», si chiedono. E proseguono: «Forse i nostri amministratori avranno individuato un interesse pubblico che sfugge a tutto il paese per mantenere in essere quell’autorizzazione, forse sono certi che non andava interpellata la Soprintendenza come invece crediamo. E forse non sono neanche convinti dell’enorme contrasto con il Piano di indirizzo territoriale attuale, che certo non concede costruzioni di muri in cemento armato sull’arenile, sicuramente ancora una volta la colpa ricadrà sul passato, sui tecnici, su interpretazioni della norma che, come spesso accade, salva anche le situazioni più imbarazzanti».
Il manufatto, preannunciato nel 2014, è stato realizzato interamente solo nel 2017. «Questa classe politica deve capire che il turismo non passa solo attraverso eventi e spettacoli, deve capire che se non si tutela quanto abbiamo e si esaltano le peculiarità eccezionali della nostra terra – concludono –, se non si difende l’equità di trattamento e il rispetto della norma non potremo mai diventare una meta che attrae più di tre mesi l’anno e anzi, purtroppo, anno dopo anno faremo passi indietro. Speriamo anche che non si vada incontro ad altre nuove spese legali e che, per una volta, l’amministrazione si schieri per il bene comune».
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