Sicurezza
La cittadella del culto in zona Nuovo centro
Via libera alla sala del Regno dei Testimoni di Geova in zona Paratino L’edificio in prossimità della chiesa Sacra Famiglia e del tempio buddista
CECINA. Una sala del Regno al Paratino. Poco distante dalla chiesa della Sacra Famiglia e dal grande tempio buddista della Soka Gakkai Italiana. È l’ultima delle tessere che da metà degli anni Duemila sta connotando il quartiere Nuovo Centro come una cittadella dello spirito. La vicinanza fisica è impossibile da non notare. Era il 2000 quando la parrocchia di Cecina inizio a progettare la nuova chiesa in via Ambrogi. E lì a poca distanza è sorto il tempio buddista. Entrambi inaugurati tra il 2007 e il 2008.
L’associazione Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova ha ritirato il permesso a costruire il 24 febbraio ed entro metà marzo conta di posare la prima pietra. A confermalo per la congregazione cecinese è Luciano Nencini. «In sei mesi completeremo un’opera che è attesa da anni – dice –. Da quando abbiamo dovuto lasciare la sede di Cecina perché non più idonea. Sono tre anni che per le nostre attività ci spostiamo alla sala del Regno della congregazione di Rosignano».
L’edificio dei Testimoni di Geova, di 310 metri quadrati, denominato appunto Sala del Regno, ospiterà le funzioni religiose settimanali che sono chiamate “adunanze”. «Non hanno alcuna ritualità liturgica – spiega Nencini –, ma consistono essenzialmente in discorsi specifici su temi biblici con applicazioni pratiche che riguardano il comportamento cristiano nella vita quotidiana». Sarà un luogo di ritrovo e di culto dei Testimoni di Geova che a Cecina contano due congregazioni ed una comunità di circa 500 fedeli, cresciuta a seguito dell’opera di evangelizzazione iniziata attorno ai primi anni Settanta. «Abbiamo anche gruppi in lingua inglese e wolof di immigrati che abbiamo acoclto e stiamo formando».
Un terreno di 5.000 metri quadrati, tra via del Paratino e via dei Parmigiani. «L’edificio avrà una sala principlae capace di accogliere 170 fedeli e due sale di servizio – spiega l’architetto Michele Borrata, che ne ha seguito la progettazione –. Si tratta di una struttura funzionale che segue criteri architettonici standard. Una soluzione che permette di contenere i costi e di dare una riconoscibilità visiva alle nostre Sale del Regno».
L’iter urbanistico si è completato nel 2014. «Nel frattempo la nostra organizzazione a livello mondiale ha creato un unico fondo solidale per gestire donazioni, lasciti e contributi volontari di aderenti e simpatizzanti – spiega Nencini –. L’assegnazione è indipendente da quanto raccolto nelle singole realtà, ma segue criteri di priorità per favorire anche le zone più disagiate del mondo. Adesso è arrivato anche il nostro turno».
A costruire l’edificio saranno squadre di volontari. Così come il lavoro di progettazione e direzione lavori sono opera di fedeli. «C’è una squadra regionale di costruzione composta da una quindicina di persone, tutti volontari, che fanno questo tipo di attività – dice Borrata –. A loro si possono affiancare altre persone delle congregazioni vicine». Il cantiere sarà in marcia dal lunedì al sabato e sul posto sarà allestita anche una mensa giornaliera. Un lavoro corale per dare forma a un’edificio che a Cecina è atteso da una ventina d’anni.
Tra il Comune di Cecina e l’associazione dei Testimoni di Geova è stata sottoscritta una convenzione che prevede, a carico di chi realizza, una serie di piccole opere di ricaduta pubblica. A partire dall’acquisto di giochi (valore 5.000 euro) che saranno donati al Comune che provvederà a sistemarli nelle aree cittadine tuttora sprovviste o andando a sostituire quelli deteriorati in alcuni parchi-gioco. Inoltre, i Testimoni di Geova dovranno realizzare un parcheggio nell’area (attualmente un campo) per circa 60 posti auto e le connesse opere di urbanizzazione primaria.
«Sia nella costruzione che nelal progettazione seguiamo dei modelli standard in modo da abbattere i costi e ridurre i tempi di costruzione – prosegue l’architetto Borrata –. Anche per i materiali abbiamo accordi di fornitura su scala nazionale. Perciò, siamo certi sulla scorta di altre esperienze che entro sei mesi l’opera sarà terminata».
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