Il Tirreno

La liberalizzazione e il rischio di perdere servizi essenziali

La liberalizzazione e il rischio di perdere servizi essenziali

Confcommercio: la vita media di un negozio è di 18 mesi Gli effetti di dinamiche nazionali ma anche di scelte locali

2 MINUTI DI LETTURA





CASTAGNETO CARDUCCI. «Se si aumentano le spese per aprire un’attivita e i tributi diretti e indiretti per mantenerla, e nello stesso tempo gli incassi si riducono la fine è certa». Non ci gira intorno Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Livorno, che ha incrementato negli ultimi mesi l’attenzione della struttura sindacale ai piccoli centri della provincia e non si fa illusioni su un fenomeno che sta desertificando i centri urbani del territorio, soprattutto quelli più dislocati rispetto alle rotte turistiche e di viabilità regionale.

«No, non è stata solo la crisi a determinare le chiusure degli ultimi anni – sostiene il direttore Pieragnoli –. La liberalizzazione selvaggia ha comportato prima la nascita di molti esercizi, poi la successiva chiusura, e inoltre una apertura indiscriminata di medie e grandi strutture nel circondario. Non è un problema solo di Castagneto Carducci, un tempo la vita media di un esercizio era di 18 anni e sei mesi, adesso se arriva 18 mesi lo si considera già un traguardo. Ma soprattutto nei piccoli comuni e in particolare in alcune frazioni si rischia di perdere alcuni servizi essenziali e, se non si inverte la tendenza, presto la desertificazione sarà totale».

La realtà del borgo castagnetano interpretata sulla scorta di dinamiche che interessano e investono tutti i centri minori e in misura diversa anche gli altri. «È proprio il Comune capoluogo a soffrire di più rispetto a Donoratico, Marina di Castagneto, Bolgheri – prosegue il direttore provinciale di Confcommercio Imprese per l’Italia –. Mentre questi ultimi intercettano i flussi turistici per la loro posizione o per la rinomanza nel panorama enologico internazionale, a Castagneto capoluogo la rarefazione commerciale ha raggiunto i livelli di guardia e il commercio di vicinato si riduce al servizio minimo al cittadino. L’amministrazione comunale potrebbe intervenire per riconvertire l’esistente in termini di attrattività turistica sfruttando l’eccezionale bellezza dei luoghi». Alla proposta l’associazione accompagna anche una considerazione di politica nazionale che non manca di avere riflessi sulle possibilità di manovra per il Comune di Castagneto Carducci.

«Confcommercio è consapevole della scarsità delle risorse economiche – conclude –. Un primo passo sarebbe rivedere, a livello nazionale, i parametri con cui si calcola il versamento del contributo di solidarietà, che svantaggia comuni come Castagneto che hanno una stagionalità estiva di massimo 2 mesi, molte seconde case e molte cantine». (m.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa