Italia
Gemellaggio internazionale per il centro trasfusionale
Due medici albanesi in visita a Cecina con il progetto a cura del gruppo Fratres Il presidente Princi: «Un modo per conoscere e approfondire la nostra realtà»
CECINA. Gemellaggio internazionale a cura del gruppo provinciale Fratres Livorno in collaborazione con i Centro trasfusionale di Cecina e di Durazzo in Albania. L’esperienza si concluderà mercoledì 1 febbraio alle ore 20,30 nella sala conferenze di Donoratico, in piazza Europa, con la tavola rotonda “Legami di sangue ed emozioni”.
«Il progetto – spiega Rudi Princi, presidente provinciale Fratres – è nato grazie al sogno di un nostro donatore albanese, Besnik Copani, che ha cominciato a donare in Italia e si è reso subito conto di quanto fossero distanti le due realtà. È così partito prima uno scambio di materiale, poi di informazioni e alla fine anche di persone che hanno portato a conoscere, approfondire ed apprezzare la nostra realtà».
Da alcuni giorni, infatti, la dottoressa Shpresa Avdyli e la tecnica Majlinda Mullaj del servizio trasfusionale di Durazzo stanno vivendo la sanità locale visitando oltre al centro di Cecina, anche quello di Piombino, guidato da Fabrizio Niglio, di Livorno guidato dal responsabile Piero Palla e di Pisa.
«Stiamo vivendo un’esperienza importante – racconta Carolina Senatore, responsabile della sezione trasfusionale di Cecina – che ha permesso di arricchirci reciprocamente e, perché no, anche di poter apprezzare quello che abbiamo senza rendercene spesso conto. Di questo, oltre il gruppo Fratres di Castagneto e i colleghi, ringrazio anche la direzione medica di presidio ospedaliero che ci ha supportato nel progetto».
«L’ospedale di Cecina – dice Giovanna Poliseno, che collabora con la direttrice del presidio ospedaliero Franca Martelli – è da sempre stato aperto ad esperienze che permettano di rafforzare la convinzione dei nostri operatori di lavorare in un contesto stimolante e all’avanguardia riposizionando a livello internazionale il nostro servizio e indicandoci quale sia la strada da percorrere per migliorare ancora».
«Nella donazione di sangue – conclude Cinzia Mannucci organizzatrice per la Fratres del progetto di gemellaggio – non dobbiamo dimenticare la connotazione emotiva. Per questo abbiamo voluto parlare nella tavola rotonda “Legami di sangue ed emozioni”, che concluderà il progetto, anche del ruolo sociale e dell’importanza empatica della donazione. Il cammino avviato proseguirà comunque nel tempo con nuove e future iniziative».
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