La protesta
Le nascite a quota 612. «Un reparto in crescita»
Tante le donne da tutta la provincia che scelgono di partorire a Cecina. Calo di nati a Livorno (da 1.062 a 953), aumenta l’Elba (180), stabile Piombino (282)
CECINA. Un reparto in crescita l’ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cecina. Nel 2016 i nati sono 612, di cui 165 con cesareo. Un numero pressoché stabile rispetto al 2015 (erano 621: un andamento legato alle variazioni fisiologiche del periodo dei parti). E si conferma l’appeal “provinciale” del reparto: tante infatti le partorienti che hanno scelto Cecina dal resto della provincia. 169 i nuovi nati residenti nel comune di Cecina, 124 provengono da Rosignano Marittimo, 48 dai comuni collinari della Val di Cecina, 44 da Livorno, una cinquantina dalla Val di Cornia. Le “fughe” riguardano le gravidanze ad alto rischio, inviate ai centri di massima specializzazione, e le donne non residenti che tornano a casa a partorire.
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Un trend di crescita importante soprattutto se raffrontato ai dati degli altri punti nascita della provincia: all’ospedale di Livorno si è registrato un calo netto di nascite, nel 2016 i nuovi nati sono 953, contro i 1.062 del 2015. Stabile Piombino, ma con numeri ben al di sotto della soglia standard dei 500 fissata dal decreto Balduzzi. A Villamarina sono nati 281 bambini (7 in più rispetto al 2015), cresce invece Portoferraio con 180 nati nel 2016 contro i 155 dell’anno precedente.
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«È un risultato importante - commenta il primario Andrea Antonelli -: siamo soddisfatti per l’andamento delle nascite, che ha superato il trend nazionale del 10% del biennio 2013/2015, e per il livello generale del reparto dove sono cresciuti nettamente anche gli interventi chirurgici: siamo passati infatti dai 346 del 2015 ai 389 dell’anno appena terminato. Con un significativo salto di qualità per il tipo e la complessità degli interventi, anche in ambito oncologico».
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Tanti i motivi per cui Cecina è il punto nascita di riferimento della provincia. L’inserimento dell’epidurale in travaglio è stata l’ultima innovazione in ordine di tempo, il reparto pratica inoltre da tempo il rooming-in (i neonati stanno in camera con le madri invece che nella nursery).
«Uno degli aspetti importanti dell’offerta del reparto - continua Antonelli - è l’azzeramento delle liste d’attesa.
Questo è uno dei miei traguardi, che abbiamo pienamente realizzato: sappiamo quante sono le gestanti e quante ecografie dobbiamo erogare; seguendo questo parametro abbiamo le liste a zero giorni d’attesa. L’obiettivo è di migliorare ancora la prestazione, soprattutto per la parte chirurgica».
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