Il Tirreno

Città vecchia, ma più bebè

di Maria Meini

Torna in positivo la curva delle nascite, stabile il numero degli immigrati

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CECINA. Una popolazione residente stabile, così com’è stabile il numero dei nuovi nati, con una leggera ripresa rispetto al 2015. Stabile anche l’indice di mortalità. Un lieve aumento degli immigrati e una sostanziale conferma della percentuale degli emigrati. È la fotografia della curva demografica cecinese nell’anno 2016, secondo i dati dell’ufficio Anagrafe. Da considerare che i numeri possono essere soggetti a piccole variazioni, poiché non hanno ancora il timbro "ufficiale" in quanto sono in corso le operazioni per la chiusura annuale e i relativi invii all'Istat.

Stabilità o immobilismo? Una fotografia che è comunque indicativa. Se diamo un’occhiata agli ultimi cinque anni (dal 2012 al 2016) vediamo infatti che le oscillazioni sul numero dei residenti sono minime. Si passa dai 28.027 del 2012 agli attuali 28.121, poco più di 200 unità, che confermano una sostanziale stabilità. Mantenuta nel corso del quinquennio analizzato: nel 2013 infatti i residenti erano 28.111, nel 2014 si passa 28.172, nel 2015 piccola curva in basso: 28.046. Si sale di 214 nel corso del 2016. Con 13.311 uomini e 14.810 donne.

Bebè in ripresa. Nel 2012 i nuovi nati residenti (all’anagrafe vengono iscritti anche i nuovi nati di altri comuni, venuti alla luce nell’ospedale di Cecina: lo specifichiamo nella tabella in alto nella pagina) erano 226; il 2013 è l’anno del calo: si scende infatti a 187. Si risale però nel 2014 di 31 unità: 218 i nuovi nati residenti. Un dato in controtendenza rispetto all’andamento nazionale delle nascite, visto che dal 2013 al 2015 in Italia c’è stato un calo di circa il 10 per cento della natalità. Secondo l’Istat (l’Istituto nazionale di statistica, che si occupa di censimenti e ricerche socio-economiche) proprio il 2014 è stato l’anno nero: 509mila i bambini nati, cinquemila in meno rispetto al 2013, pari al livello minimo dall'Unità d'Italia. Un record negativo che secondo gli studiosi di demografia comincia con la grande crisi economica del 2008. Alla crisi finanziaria internazionale scoppiata nell'agosto del 2007 segue una fase di recessione nel secondo trimestre dell’anno successivo (fallimento di Lehman Brothers) che ha una ripercussione a catena. E dal 2008 comincia il crollo delle nascite, proseguito fino a raggiungere il minimo nel 2014 con il 12% di nati in meno rispetto all'inizio della crisi.

Il 2015 l’anno nero. Tornando a Cecina, un calo drastico di nascite lo troviamo nel 2015, l’ultimo anno nero statisticamente parlando: da 218 bebè si scende infatti a 185, con meno 33 nuovi nati. Il 2016 dà un po’ di speranza. Segnalando una timida ripresa, anche se di sole dieci unità. Questo per i nati residenti. Se analizziamo poi gli atti complessivi dell’ufficio anagrafe vediamo che la ripresa è più sostanziosa: si passa infatti da 296 atti d’iscrizione nel 2015 a 364 nel 2016, con un saldo positivo di 68 unità. Legato all’incremento delle nascite nell’ospedale cittadino (di cui parliamo nella pagina a fianco). Un dato complessivamente opposto a quello della vicina Rosignano, dove invece continua il decremento della natalità, così come è in aumento l’emigrazione, cioè i rosignanesi che lasciano il comune.

Il confronto con Rosignano. Il 2016 è stato un anno terribile per le nascite nel territorio comunale di Rosignano Marittimo: 170 nati contro un totale di 422 morti. Erano 213 i bebè nel 2015, 238 i nuovi nati nel 2014, fino ad arrivare a 260 nati nel 2011. In cinque anni un calo di 90 unità. E continuano a salire i nuclei composti da una sola persona. Nuclei che sono passati da 6.576 del 2015 a 6.636, pari al 43,04 per cento della popolazione, dell'anno appena trascorso.

Chi parte. Anche gli emigrati a Cecina rimangono stabili negli ultimi cinque anni: erano 650 nel 2012, salgono a 894 nel 2013 - che è l’anno più significativo, con un saldo negativo di 244 unità: 244 persone che lasciano il comune -, scende di nuovo in modo consistente il numero degli emigrati nel 2014, sono 660, per risalire a 729 nel 2015, fino a quota 741 nel 2016.

Immigrati. Un andamento analogo vale per gli immigrati: erano 917 nel 2012, salgono a 1.139 nel 2013; il numero si abbassa sensibilmente nel 2014, sono 853, e continua a calare nel 2015, con 784 nuovi ingressi. La curva risale nel 2016 attestandosi a 984. I gruppi etnici più popolosi (il dato è del 2016) sono quelli albanesi (574, con un quasi pareggio tra uomini e donne: 294 maschi e 280 femmine), romeni (395: 150 uomini e 245 donne), ucraini (304: 74 uomini e 230 donne), moldavi (198: 76 uomini e 122 donne), marocchini (189: 100 uomini e 89 donne), cinesi (80: 34 uomini e 46 donne), senegalesi (75: 54 uomini e 21 donne). Seguono turchi (66: 42 uomini e 24 donne), polacchi (59: 10 uomini e 49 donne) e russi (43: 8 uomini e 35 donne). Altre etnie sono presenti in poche unità, come cubani (19), tedeschi (17), kosovari (18), bulgari (21), macedoni (20), tunisini (18).

Sulla popolazione residente, il numero degli stranieri corrisponde all’8,2%. Sono 2.311 ma il dato è aggiornato al primo gennaio 2016, quindi suscettibile di variazioni.

Popolazione più anziana. E arriviamo al dato sulla mortalità. Questo è ancora più stabile: 373 i decessi nel 2012, 348 nel 2013, 350 nel 2014, 366 nel 2015, 363 nel 2016. Per gli ultimi tre anni sono disponibili anche gli atti di morte complessivamente registrati all’ufficio anagrafe del Comune, quindi provenenti dall’ospedale di zona: vale a dire 651 nel 2014, 716 nel 2015 e 689 nel 2016.

Interessante è scendere nel dettaglio e vedere come si struttura la popolazione: i giovani da 0-14 anni rappresentano il 12,2%, un dato costante con un leggero aumento; la fascia più ampia è quella da 15 a 64 anni, con il 61,9%, era il 66% nel 2002; mentre gli over 65 rappresentano il 25,9% (erano il 23% nel 2002). Lo scambio è avvenuto tra queste due fasce di età, con il progressivo invecchiamento della popolazione. L’età media è di 46,6 anni.

Famiglie sempre più “magre”. Per quanto riguarda la struttura familiare, quella media è composta da 2,2 componenti (la media Istat italiana è di 2,3). Ma la maggioranza dei residenti vive in famiglia, che rimane la struttura base fondamentale. Nel 2013 (è l’ultimo dato aggiornato), contro una popolazione residente di 28.111 persone 28.008 vivevano in famiglia. E i nuclei familiari erano 12.475.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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