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il trittico di schinasi ad amsterdam

“Massacro degli innocenti” simbolo dell’Olocausto

“Massacro degli innocenti” simbolo dell’Olocausto

CECINA. Il trittico di Daniel Schinasi, “Il massacro degli innocenti”, omaggio ai morti innocenti nei campi di sterminio nazisti, assunto a simbolo della Shoah. Nel ricordo dello sterminio. Il...

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CECINA. Il trittico di Daniel Schinasi, “Il massacro degli innocenti”, omaggio ai morti innocenti nei campi di sterminio nazisti, assunto a simbolo della Shoah. Nel ricordo dello sterminio. Il dipinto (2,40x80 cm) del pittore ebreo livornese è stato scelto infatti, in occasione della Giornata della Memoria, dall'Istituto italiano di Cultura per i Paesi Bassi, che ha organizzato la conferenza "L'Italia e la memoria della Shoah: il paradosso di Auschwitz. Dal mito dell'innocenza alla memoria selettiva, con uno sguardo alla memoria della Shoah in Olanda" tenuta dalla dottoressa Laura Fontana, storica, responsabile per l'Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi, coordinatrice scientifica presso EHRI European Holocaust Research Infrastructure (diretto da NIOD, Amsterdam), dirigente dell'Attività di educazione alla memoria del Comune di Rimini. L’incontro si svolge oggi all’Istituto italiano di Cultura di Amsterdam.

«Ho realizzato questo trittico - dice Daniel Schinasi dalla sua casa di Nizza, dove vive alternando la sua presenza nella casa di Casino di Terra, nel comune di Guardistallo - in omaggio a tutti i morti innocenti nei campi di sterminio nazisti». Il lavoro ha avuto inizio nel 2006 nello studio di Nizza e in quello di Casino di Terra dell’artista; terminato nel settembre 2007 a Madrid. L'opera è stata utilizzata per il primo atto di Stato al Senato del Regno di Spagna nel Giorno della Memoria europea.

Il trittico si snoda sul percordo “dalle Tenebre alla Luce”. Spiega Schinasi: «Dei musicisti ebrei celebri erano obbligati ad accompagnare le vittime designate verso il patibolo; erano musicisti che avevano dato lustro alla Germania e ad altri Paesi. Al centro del trittico, come figura centrale della composizione, il ragazzino ebreo di Varsavia (uno dei pochi superstiti morto in Israele recentemente) con il berretto e le braccia alzate in segno di resa, ma al tempo stesso figura centrale per la rinascita. L'opera termina con i sopravissuti scheletrici, luminosi di speranza verso una Gerusalemme all'orizzonte».

La memoria del popolo ebraico percorre tutta l’arte di Schinasi. «Tutto quello che faccio è per non dimenticare, soprattutto gli eventi più tragici - dice l’artista -: dal trittico sul massacro degli innocenti, alla famiglia del misero calzolaio dello Shtetl che finisce nei campi di concentramento nazisti. Ma la pittura è la salvezza, l’illuminazione». (m.m.)

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