Toscana
Saldi, tengono le vendite ma calendario da rivedere
Cecina:l’andamento a dieci giorni dall’avvio secondo gli associati a Confesercenti. Marini: «Non sono più un momento straordinario, la normativa va rivista»
CECINA. Un quadro di sostanziale tenuta. È quanto emerge a distanza di oltre dieci giorni dall’inizio dei saldi, con due fine settimana nel mezzo, dal’indagine promossa da Confesercenti tra i propri associati a Cecina in merito all’andamento dei saldi invernali. «La tenuta sostanziale indica chiaramente che Cecina è ancora il punto di riferimento commerciale per una vasta area territoriale cui attingono per i loro acquisti ampie fette di cittadinanza proveniente dalle zone limitrofe specialmente dell’immediato entroterra, il che è una risorsa importante ed insostituibile per i negozi del centro cittadino», afferma Massimo Marini, responsabile sindacale Confesercenti per l’area della Val di Cecina.
Gli esercizi di vicinato e le catene in franchising registrano, per la maggior parte, una situazione di stabilità rispetto allo scorso anno. «Ma non mancano situazioni in cui si lamenta un peggioramento», sottolinea Marini. Che aggiunge: «La questione dei saldi non è più se sono andati bene o male, ma se siano ancora utili ed in quale misura al commercio. Infatti non rappresentano più per i consumatori un momento straordinario nelle scelte di acquisto annuali. Al contrario, internet, la grande distribuzione e i franchising li hanno abituati ad avere sconti, vendite promozionali ed occasioni in ogni momento dell'anno e questo svuota il senso stesso dei saldi. È un dato di fatto rispetto al quale come Confesercenti attiveremo un confronto sia interno, con gli operatori del settore moda, che con la Regione Toscana, per ripensare nel complesso la normativa legata alle vendite promozionali».
Il nodo è la quasi completa liberalizzazione delle vendite promozionali. «Questo ha svilito il valore stesso delle promozioni creando una situazione nella quale da un lato i consumatori si aspettano sconti e promozioni in ogni momento dell’anno e dall’altro i commercianti che sono inchiodati dalla concorrenza della grande distribuzione e dei franchising, che se li possono permettere mentre loro no, e beffati dal divieto di effettuare vendite promozionali 30 giorni prima dell’inizio dei saldi».
Il rischio per Confesercenti è di un corto circuito. «A rimetterci sarà la qualità e la varietà dell’offerta dei negozi di vicinato che rischiano l’estinzione – dice Marini –. Serve un ripensamento della normativa: o andiamo a un calendario che effettivamente tenga conto della stagionalità procrastinando almeno di un mese la data di inizio dei saldi o verso una liberalizzazione delle date ma applichiamo vincoli rigidi e precisi sui tempi e le modalità, affinché il consumatore abbia la garanzia della realtà dello sconto applicato».
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