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La Uil: «Pochi infermieri in terapia intensiva»

DONORATICO. La Uil Ppl attacca l’Asl Nord Ovest perché dopo l'incontro del 16 dicembre “non vi è stata nessun'altra convocazione da parte della direzione aziendale al fine di completare il percorso...

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DONORATICO. La Uil Ppl attacca l’Asl Nord Ovest perché dopo l'incontro del 16 dicembre “non vi è stata nessun'altra convocazione da parte della direzione aziendale al fine di completare il percorso di raffreddamento del conflitto attivato a seguito della dichiarazione di stato di agitazione degli ospedali di Livorno,Cecina,Piombino. Paolo Camelli, segretario generale, ricorda che la Uil ha ulteriormente sollecitato la direzione Uslnordovest con nota del 13 gennaio riferita al peggioramento della situazione organici al Pronto soccorso di Piombino. «E' evidente che il permanere di una formale conclusione del percorso di raffreddamento - dice la Uil - lascia intendere chiaramente la non volontà aziendale di ricercare una intesa che scongiuri il ricorso allo sciopero che saremo costretti a proclamare decorso inutilmente il termine di 5 giorni dal ricevimento della presente. Tra l'altro vogliamo segnalare che le criticità dei pronto soccorso,delle medicine e delle terapie intensive e sub intensive si è ulteriormente aggravata e si registra un uso improprio di ricorso all'art 55 per la dirigenza medica e dello straordinario per il comparto di cui chiediamo un report aggiornato degli ultimi tre mesi». Solo a titolo di esempio, per l’ospedale di Cecina nell’unità Tisi (Terapia intensiva e sub intensiva), “si registra una casistica di alta complessità (cittadini intubati) superiore alla recettività accreditata ed autorizzata del setting esponendo gli operatori a carichi di lavoro insostenibili ed insicuri:mancano 3 infermieri”.

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