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Il Comune finanzia la tinteggiatura del duomo

CECINA. «Due pareti sono rimaste in rosa e adesso speriamo di riuscire a completare la tinteggiatura grazie all’accesso straordinario alla quota degli oneri di urbanizzazione secondaria che il...

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CECINA. «Due pareti sono rimaste in rosa e adesso speriamo di riuscire a completare la tinteggiatura grazie all’accesso straordinario alla quota degli oneri di urbanizzazione secondaria che il Comune di Cecina per legge riserva agli edifici religiosi». Così il parroco don Marco Fabbri in merito all’assegnazione del contributo di 50.000 euro. Soldi che verranno erogati solo in presenza della documentazione che provi l’effettiva esecuzione dei lavori. La determina numero 1420 a firma della dirigente Alessandra Cheli è dello scorso 30 dicembre.

Nel novembre 2014 il duomo fu chiuso a causa di due distacchi di materiale quasi in contemporanea. Il primo, all’interno, dal controsoffitto in gesso, per il quale si è proceduto al restauro ad inizio 2015; il secondo dalla facciata esterna, dalla quale caddero dei pezzi di pietra dei fregi ornamentali. In quei mesi l’ingresso dei fedeli fu possibile grazie ad una tettoia provvisoria. All’epoca per sostenere i lavori di restauro furono mobilitati i fedeli che hanno contribuito generosamente; importante è stata anche la collaborazione dell’amministrazione comunale. Poi un secondo intervento (unitamente ai fondi Cei legati all’8 per mille) e il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra che consentì di mettere in sicurezza la facciata. Tutti lavori seguiti dalla Soprintendenza di Pisa. Il duomo fu consacrato nel 1855 ed ha avuto vari rimaneggiamenti sia ornamentali che strutturali: i lavori più consistenti furono eseguiti tra il 1911 ed il 1915 dal parroco Angelo Gennai, che arricchì la facciata, vi collocò la grande statua marmorea di San Giuseppe e fece decorare l’abside dal pittore fiorentino Gino Barbieri. Nel 1983, di fronte all’ulteriore espansione urbanistica di Cecina, l’allora vescovo di Volterra Roberto Carniello, insignì la chiesa dei Santi Giuseppe e Leopoldo, del titolo di duomo.

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