Il Tirreno

Canoni demaniali, no del porto al pagamento retroattivo

Ratti, ad del Cala de’ Medici, in attesa del responso della Corte costituzionale mette in guardia «Noi abbiamo i soldi, ma un no al ricorso creerebbe problemi a strutture ricettive poco virtuose»

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ROSIGNANO. Si dice pronto a pagare, ma contesta l’ipotesi che le strutture portuali debbano farsi carico dell’aumento retroattivo dei canoni demaniali. Matteo Italo Ratti, amministratore delegato e direttore del porto Marina Cala de’ Medici, fa il punto sulla vicenda, dopo che si è svolta nei giorni scorsi alla Corte costituzionale, l’udienza che avrebbe dovuto pronunciarsi sulla costituzionalità della norma che prevede appunto l’aumento dei canoni demaniali. Il responso - fa sapere Ratti - si avrà fra una settimana, dieci giorni al massimo.

L’aumento retroattivo dei canoni demaniali è una misura introdotta con la Finanziaria per il 2007 e poi passata attraverso un contenzioso legale decennale, in diverse sedi civili e amministrative. L’ultimo passaggio è stato quello del Tar che ha sospeso il giudizio e rimandato alla decisione definitiva alla Corte costituzionale. Oggetto del contenzioso è l’applicazione della normativa sulle concessioni turistico-ricreative anche ai porti turistici, che ha modificato, a posteriori, i termini dei contratti firmati dagli investitori con lo Stato. «In passato, in sostanza – commenta Ratti - più alto era l’investimento diretto alla realizzazione di beni di difficile rimozione che sarebbero rimasti poi nelle disponibilità dello Stato, minore sarebbe dovuto essere il canone».

«La Finanziaria per il 2007 - fa sapere Ratti - però ha ribaltato questo principio, applicando canoni maggiori alle strutture che avevano fatto maggiori investimenti. In poche parole non si premia più chi ha fatto gli investimenti maggiori».

È questo il motivo per cui, dalla data di promulgazione della legge finanziaria per il 2007, molte infrastrutture portuali turistico-ricreative hanno presentato ricorsi ai Tar regionali, contestando l’applicabilità di questa norma a concessioni demaniali già rilasciate.

Ad essere discussi in aula sono stati i ricorsi presentati da Marina Cala de’ Medici Spa, dalla società Pro.Mo.Mar Sspa , concessionaria del Marina di Scarlino, e da Marina di Punta Ala Spa, mentre i ricorsi delle associazioni di categoria sono stati dichiarati inammissibili.

«In caso di esito positivo - termina l’ad Ratti -, verrebbe ripristinato l’equilibrio economico e finanziario di tutte le strutture che avevano già ottenuto il rilascio di una concessione demaniale alla data dell’entrata in vigore della finanziaria 2007. Un esito negativo avrebbe un impatto economico rilevante sulle infrastrutture “poco virtuose”, le quali dovrebbero ribaltare i costi sugli utenti. Non è un problema per il Marina, che dal 2007 sta accantonando le somme, avendo previsto e conteggiato nelle spese condominiali dei posti barca tali accantonamenti in attesa della conclusione dei contenziosi».

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