La protesta
Una mensa con emporio solidale
CECINA. Il problema è sensibilizzare le aziende a non sprecare queste risorse. Spesso molte imprese preferiscono gettare gli alimenti: è più sbrigativo. Invece, anche un piccolo gesto può fare la...
CECINA. Il problema è sensibilizzare le aziende a non sprecare queste risorse. Spesso molte imprese preferiscono gettare gli alimenti: è più sbrigativo. Invece, anche un piccolo gesto può fare la differenza. «Il problema di come fare quando la mensa scolastica chiude è una questione aperta – dice l’assessore alla Qualità della vita Giovanni Salvini –. Con quello che si è riusciti a mettere in piedi si tampona un’emergenza ma c’è bisogno di una soluzione strutturata. Non abbiamo rinunciato al progetto di realizzare un emporio solidale, in cui le persone possono ritirare i generi di cui hanno bisogno direttamente dagli scaffali, e a una mensa in cui poter cucinare e fare lo sporzionamento».
L’idea aveva preso corpo nei locali del centro di via Ambrogi, naufragata per l’impossibilità di trovare un gestore e mettere in rete le associazioni. Quei locali nel frattempo sono diventati la risposta all’emergenza biblioteca e in futuro stando a quanto annunciato dall’amministrazione comunale saranno destinati alla biblioteca per la fascia dei più piccoli.
«Al di là della valenza sociale le eccedenze recuperate dalle mense scolastiche sono un’azione di lotta allo spreco alimentare ed hanno anche una valenza di rispetto per l’ambiente», sottolinea l’assessore Salvini. Per far crescere la rete si pensa anche a sensibilizzare i ristoratori. La legge del Buon Samaritano che disciplina la distribuzione dei prodotti alimentari ai fini della solidarietà sociale, (legge 155/2003) consente alle Onlus di carattere sociale di recuperare gli alimenti deperibili e distribuirli agli indigenti. E da settembre scorso è ancora tutto più semplice con la legge 166/2016.
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