Gioco
La storia di Bolgheri in 300 fotografie Dalla mostra al libro
L’iniziativa di Simone Poli racconta episodi inediti con tanti personaggi che ruotano intorno ai Gherardesca
BOLGHERI. Dalla mostra potrebbe nascere un libro. Sono gli stessi protagonisti della raccolta fotografica, le famiglie Antinori, Incisa, Lawley, Zileri, Rusconi Camerini e della Gherardesca a esprimere grande soddisfazione per il lavoro svolto dal fotografo Simone Poli con l'esposizione al centro civico del borgo (fino al 28 febbraio ad ingresso libero) dal titolo "Bolgheri e i conti della Gherardesca da Walfredo Fazio fino ai giorni nostri", dedicata a Franco Creatini, storico maggiordomo della casata. Circa 300 foto raccolte porta a porta, e "in prestito" dalle collezioni di famiglia. Negli scatti il periodo che va dal 1860 al 1940. Foto di caccia, di allenamento di cavalli con lo storico e mitico allevatore di purosangue inglese Federico Tesio (le sue foto sono tra le più apprezzate), immortale nella storia dell'ippica italiana ed internazionale, che, al fianco del marchese Mario Incisa della Rocchetta, con il quale si associò nel 1932, dette vita alla scuderia di indimenticate vittorie (con cavalli come Nearco per poi arrivare a Ribot), Tesio-Incisa, sotto i colori della razza Dormello-Olgiata, nome derivato dalle due Tenute dove i cavalli soggiornavano. Ma anche vezzi tutti al femminile nell'ammirare i vestiti del tempo e da sposa dell'epoca, grande attenzione alle foto del matrimonio di Clarice della Gherardesca con Mario Incisa dove erano ospiti anche i principi di Piemonte e ancora gli scatti di come è cambiato il posto nel tempo. E ancora Giacomo Puccini che veniva a caccia nella Tenuta dei della Gherardesca.
«C'era una guardia, Arturo Antonelli - racconta Poli - che fu portato qui proprio da Giacomo Puccini, lavorava a Torre del Lago, con i barchini portava i cacciatori in mezzo al lago, a sparare alle folaghe, uno degli ospiti a bordo era proprio Puccini a cui Antonelli chiese un posto di lavoro. Lui lo consigliò al conte Giuseppe che lo sistemò al Palone, era anche un bagnino che insegnava a nuotare ai piccoli della famiglia, divenne una persona di fiducia. Le nipoti di Antonelli furono anche invitate a fare le maestre nelle scuola di San Guido». Nelle foto si scorge anche Emanuele Filiberto di Savoia perché Alberto Guido, padre dei conti Ugolino e Giuseppe, era suo consigliere reale. «Tanti riconoscono conoscenti o familiari nelle foto, è una grande soddisfazione - aggiunge Poli -. Ogni giorno scopro cose nuove. Studiandole sono usciti particolari che hanno stimolato ulteriormente la ricerca e il racconto di storie curiose. Sono arrivato, per esempio, ad intercettare dei discendenti, nel nord Italia, di Ugo Cosimo della Gherardesca, figlio di Walfredo Fazio, di cui non avevamo foto. Gli eredi si sono subito compiaciuti del progetto e mi hanno inviato le foto dei loro vecchi parenti della Gherardesca. Da allora non passa giorno che come trovano foto o scritti, sparsi per la casa, che riguardano Bolgheri e la famiglia, subito mi avvertono. Sarebbe bello - conclude - che questa diventasse una mostra stabile, in modo che i turisti che visitano Bolgheri ne possano conoscere anche la storia attraverso quella delle famiglie che l'hanno popolata come possidenti e non solo. Per adesso c’è l'idea di un libro». Per informazioni sulla mostra: 335 8481945.
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