Toscana
Mezza Australia di corsa per sostenere il Niguarda
Cecina, l’impresa del forestale Michele Evangelisti, runner di 36 anni: in 45 giorni, da metà novembre, ha percorso 3.113 km da Darwin ad Adelaide
CECINA. «Con qualche giorno di ritardo rispetto al mio arrivo ad Adelaide, eccomi a chiudere i racconti di questa grande avventura. Il 27 dicembre alle ore 17.07, dopo 3.113 chilometri, entravo in Victoria Square. Ad aspettarmi, tanti amici italiani e australiani, la Console italiana ad Adelaide ed il sindaco. Emozioni indescrivibili, dopo un’ultima settimana intensa e ricca di momenti speciali. Ho corso 45 giorni con tanta voglia di arrivare, con la determinazione di chi sa di essere tanto fortunato quanto responsabile nel momento in cui un’impresa del genere ha lo scopo di far conoscere una realtà tanto importante e nobile qual è Aus Niguarda Onlus». Il telegramma speciale di Michele Evangelisti, podista estremo, inizia così. Darwin, luogo di partenza il 13 novembre della sua personale scommessa, l’ha visto inseguire un sogno e un obiettivo: raccogliere fondi da donare all’Associazione unità spinale dell’ospedale Niguarda di Milano.
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L’idea svela il fine umanitario: dare la possibilità, attraverso il linguaggio dello sport, a chi è seduto in carrozzella di costruirsi una nuova occasione. Evangelisti, marinese classe 1980, vive a Torino dove indossa da anni la divisa delle guardie forestali. Il 13 novembre scorso è partito da Darwin e non si è più fermato, tagliando in due la terra dei canguri.
«Nemmeno per un momento – racconta Evangelisti – ho pensato di non farcela, neanche quando ho corso con 50 gradi, o sotto un monsone battente, o per ore solo con i miei pensieri.... Ho sempre creduto in questo progetto e mai come ora, che il traguardo è stato tagliato, ho la consapevolezza che senza di voi non sarebbe stato possibile. Il vostro supporto, il materiale che mi avete fornito, la vicinanza alla mia avventura, testimoniata dai numerosi post che mi avete dedicato, sono stati davvero preziosi». Il riferimento è allo staff che lo ha seguito giorno per giorno.
«Ora la mia mente è già al futuro, sta già elaborando la prossima avventura che, ovviamente, si è materializzata nella mia testa mentre correvo nell’Outback – dice -. Vi ringrazio con tutto il cuore perché questo grande progetto è anche vostro. Proprio per questo motivo, per chi volesse, una volta in Italia sarò a disposizione per eventuali feedback di utilizzo dei prodotti e dei materiali. Spero ci sia anche occasione di incontrarci in una delle serate che organizzerò al mio rientro, e di cui vi farò avere le date, per racconti, immagini e nuove idee...».
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