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Di nuovo all’asta le case del recupero ex Magona

Di nuovo all’asta le case del recupero ex Magona

È andata deserta la vendita di quattro appartamenti di un lotto di sei Le vendite fissate tra gennaio e marzo 2017. Gli strascichi dei fallimenti

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CECINA. Tornano all’asta quattro appartamenti in via Montanini, parte del lotto del fallimento del piano di recupero della ex Magona. Questa è la quinta asta: le precedenti sono andate deserte. Dell’intera partita sono stati aggiudicati soltanto due dei sei appartamenti del Piano di lottizzazione La Magona di Cecina. Per un appartamento, con box di servizio, all’asta il 14 dicembre a 175mila euro (un valore ridotto del 44% rispetto a quello della stima) è stata di nuovo fissata la vendita per il 10 marzo 2017.

Un altro lotto riguarda un appartamento con garage per 121.500 euro: la data della vendita (senza incanto) è fissata dal tribunale fallimentare di Livorno per l’11 gennaio.

Per un terzo lotto, anche questo formato da appartamento e garage, al prezzo base d’asta di 121.000 euro, la vendita è stata fissata per il 27 gennaio prossimo. Infine il quarto lotto (identica composizione: appartamento e garage) sarà all’asta l’11 gennaio al prezzo di 105.810 euro.

Il fallimento dell’ex Magona si trascina da anni. Rispetto alle volumetrie previste nel progetto di recupero la lottizzazione si è fermata a metà. Incompiute anche le infrastrutture e le opere di urbanizzazione.

Il progetto originario della Magona riguardava più di 180.000 metri cubi di volumi esistenti da recuperare nell’ex area industriale. Un comparto organizzato in otto unità di cui solo la metà è stata realizzata, con ripetuti stop. Negli ultimi dieci anni l’intera operazione è congelata. Un percorso a ostacoli puntellato di fallimenti, all’interno di una più generale crisi del settore edilizio, che ha ridimensionato drasticamente le previsioni originarie, di fronte al calo della domanda.

Prima la Cecina Sviluppo Immobiliare di Righini, l’impresa che ha realizzato l’immobile del Polo e poi è fallita. I lavori sono ripartiti con l’architetto Nello Buti di Pontedera, con diverse società - Cecina Città, Monna Lisa, Vittoria Immobiliare - che portò avanti la parte residenziale. E prima di fallire realizzò anche la residenza turistico alberghiera (Rta) acquistandola dal marchese Patrinieri Malaspina con un prestito della Mercantile Leasing. La società di leasing è arrivata a detenere anche la proprietà dell’immobile vuoto che doveva divenire una Rta. Società che è stata assorbita dalla Banca Italease che a sua volta è stata incorporata dalla divisione leasing del Banco Popolare. (m.m.)

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