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AMBIENTE E SALUTE, C’È DA LAVORARE
di ANDREA ROCCHI Il delicato equilibrio dello sviluppo multipolare (industria, turismo e servizi che convivono in un territorio) trova tutti i suoi limiti nelle azioni messe in campo per garantirlo....
di ANDREA ROCCHI
Il delicato equilibrio dello sviluppo multipolare (industria, turismo e servizi che convivono in un territorio) trova tutti i suoi limiti nelle azioni messe in campo per garantirlo. La giunta Franchi ha detto chiaramente che lavoro ed occupazione vengono prima di tutto. E va bene visto che la crisi non è affatto alle spalle. Vanno bene i milioni di Mise, Regione, Invitalia per consentire l’insediamento di nuove aziende soprattutto se queste risorse riusciranno a garantire, oltre alla presenza industriale, sviluppo e lavoro per le famiglie di Rosignano. Vanno bene se saranno accompagnate da una maggiore (e migliore) attenzione per un ambiente sempre più delicato e minacciato. Chi arriverà ad investire nell’area industriale di Rosignano non potrà esimersi dall’affrontare lo spinoso problema delle bonifiche. Serviranno soldi. E non pochi. La Solvay per prima (beneficiaria di sgravi statali) deve dare una risposta.
All’ente pubblico, oltre incoraggiare e favorire lo sviluppo dell’industria, spetta il compito di tenere alta l’attenzione sul tema ambientale. Significa controlli, monitoraggio, un occhio vigile allo stato di salute della comunità amministrata. E’ inammissibile, per esempio, che in una realtà industriale come Rosignano con un’azienda chimica ad alto rischio e due centrali turbogas, ci sia una sola centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria. E non può bastare un campionamento mobile una tantum dell’Arpat. Occorre un cambio di passo. Non si possono ignorare alcuni marcatori di tendenza relativi ai tassi di mortalità a Rosignano. Ben vengano gli osservatori, purché osservino veramente.
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