Il Tirreno

Il Comune compra il teatro per un euro

di Andrea Rocchi
Il Comune compra il teatro per un euro

Ceduto dalla Solvay in diritto di superficie La proprietà diventa pubblica per 10 anni

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ROSIGNANO. Un atto che rappresenta un pezzo di storia della comunità. Il teatro Solvay passa al Comune di Rosignano per la cifra simbolica di un euro. L'amministrazione ne sarà proprietaria per 10 anni. Poi, l'accordo, potrebbe essere prorogato. Solvay resterà proprietaria dei terreni su cui è edificato l'immobile.

La formula scelta per sancire questo passaggio epocale, dopo una serie di ipotesi allo studio poi scartate, è quella della cessione in diritto di superficie. Si tratta di un diritto reale di godimento del bene che consente di mantenere una costruzione al di sopra (o al di sotto) di un fondo altrui e di acquistarne la proprietà della costruzione o dell'opera. Un diritto reale vincolato dal tempo, in questo caso 10 anni, per cui l'immobile diventa di proprietà del Comune, il terreno resta alla società Solvay. «Con questo atto - afferma Piero Nocchi, assessore comunale al Patrimonio, potremo disporre dell'edificio, dell'area del cinema all'aperto e di quella retrostante dove ci sono i giardini, in qualità di proprietari».

Domani in consiglio comunale l'atto di indirizzo che sancisce questo passaggio sarà sottoposto al voto dell'assemblea. Poi Solvay e Comune sigleranno la cessione in diritto di superficie dal notaio. E chiuderanno una partita aperta da almeno 3 anni, con una trattativa che ha avuto negli ultimi mesi una brusca e, a quanto pare positiva, accelerata. Solvay, si ricorderà, già prima dell’arrivo del direttore Davide Papavero, aveva manifestato la volontà di vendere una parte del patrimonio immobile ritenuta non più strategica. E con il circolo ricreativo di via della Repubblica, in lista era finito proprio il teatro Solvay, soggetto a non indifferenti costi di manutenzione che l'azienda non era più disposta a sostenere. D'altra parte l'amministrazione comunale di Rosignano ha sempre visto nell'immobile della società belga un potenziale enorme per sviluppare quell'attività culturale e artistica in gran parte svolta al Castello Pasquini. Ed oggi, con l'indisponibilità della tensostruttura del parco castiglioncellese, e con la necessità di adeguare alcuni spazi interni al Pasquini, l'esigenza di poter disporre del teatro Solvay si è fatta più pressante. Non a caso il teatro rientrava nelle originarie previsioni del progetto di innovazione urbana (Piu) che vede dirottati a Rosignano fondi regionali (circa 6 milioni). Poi il finanziamente parziale ha costretto l'amministrazione comunale a rivedere una parte dei piani per "rivitalizzare il Solvay" e l'adiacente arena estiva, specialmente in un periodo nero per le sale cinematografiche del territorio, praticamente sparite con la ristrutturazione in corso del cinema di Portovecchio e col flop dell'appalto della sala Don Nardini di Marittimo.

L'obiettivo di palazzo civico resta oggi quello di fare del teatro Solvay il fulcro dell'attività culturale sia comunale, sia quella predisposta dall'ente di promozione Armunia. L'esperienza del cartellone invernale, in cui Comune, Armunia e Fondazione Toscana Spettacoli sono insieme, è destinata a proseguire. Così come il Solvay potrebbe essere lo "sbocco" naturale di certe iniziative che fino ad oggi Armunia ha relegato all'interno dei confini del Pasquini e che, d'ora in poi, potrebbe diversificare fra il teatro di Rosignano e la restaurata Fattoria Arcivescovile di Marittimo.

Il teatro, tuttavia, una volta nella disponibilità materiale del comune, avrà bisogno di una serie di interventi. Anche se il sindaco Alessandro Franchi, in passato, ha ricordato che l'edificio - da un primo sopralluogo tecnico - è risultato in regola. Si dovrà discutere con le associazioni che da anni operano all'interno del teatro per una migliore organizzazione degli spazi. Due, però, le cose inderogabili. Allacciare il teatro alla rete del teleriscaldamento come per le altre strutture pubbliche" (oggi il teatro è ancora alimentato a gasolio). E ciò comporta una spesa di circa 100mila euro. Si dovranno poi eseguire interventi per abbattere le barriere architettoniche

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