Gioco
Com’è l’aria che respiriamo? Via al monitoraggio dell’Arpat
Controlli con apparecchiature mobili, i dati confrontati con quelli dell’osservatorio di San Rocco L’assessore Donati: «Campagna straordinaria». L’avvio dopo la ricerca del pool del dottor Marabotti
ROSIGNANO. Il Comune di Rosignano ha stanziato 9mila 600 euro per finanziare una campagna tesa a verificare la qualità dell'area che i cittadini respirano sul territorio comunale e, in particolare, a Rosignano Solvay. Una campagna straordinaria che ha come obiettivo quello di verificare se i dati dell'attuale rete di monitoraggio della centralina di Poggio San Rocco a Rosignano Marittimo, risulteranno o meno conformi con quelli delle centraline mobili. In caso negativo "chiederemo - dice l'assessore all'ambiente Daniele Donati - che vengano ripristinate sul territorio altre centraline per il controllo della qualità dell'aria".
L'impegno era stato preso lo scorso 15 ottobre durante l'incontro tra Asl, Ispo, Arpat e varie associazioni nell'ambito dell'iniziativa "Rosignano Laboratorio di prevenzione oncologica". Al termine dei lavori venne infatti evidenziata la necessità di colmare alcuni dati sulla qualità dell'aria soprattutto da quando, a partire dal 2011, non sono più in funzione le centraline di via Veneto e di via della Costituzione. Centraline che erano gestite dalla Provincia e che vennero tolte in base ad una legge regionale. Da allora la qualità dell'area che i cittadini di Rosignano respirano, in particolare le polveri sottili, viene monitorata da un'unica centralina posta a Poggio San Rocco, a Rosignano Marittimo.
«La decisone di dare mandato all'Arpat di avviare una campagna di monitoraggio attraverso centraline mobili - spiega l'assessore Daniele Donati - rientra nell'ambito del percorso che il Comune ha attivato di studio ambientale e prevenzione oncologica». Uno studio richiesto da tempo da molte organizzazioni e cittadini ma che ha preso il via dopo la ricerca effettuata da un pool di medici e geologi (Claudio Marabotti, Elio Venturini, Alessandro Pingitore, Paolo Piaggi, Paolo Scarsi, Romina Cecchi) i cui risultati sono stati resi noti ai cittadini attraverso assemblee pubbliche. In particolare, come spiegò Marabotti durante un'assemblea pubblica tenutasi a Rosignano Solvay nel luglio scorso,dal 2001 al 2010, facendo un paragone con la media toscana, la mortalità è risultata significativamente superiore per mesotelioma pleurico (16 decessi) cardiopatia ischemica (120 decessi) e altre patologie "potenzialmente attribuibili all'inquinamento ambientale".
L'amministrazione comunale ha deciso di avviare uno studio di prevenzione oncologica all'interno del quale fanno parte alcuni obiettivi come quello di migliorare gli stili di vita, avviare una rete tra medici di famiglia, associazioni, Asl, Arpat, Ispo e lo stesso Comune.
«La campagna straordinaria - continua Donati - ha due obiettivi. Il primo è quello di verificare la qualità dell'aria che respiriamo nel territorio comunale e l'altro è quello di capire se i dati che verranno raccolti, attraverso le dovute comparazioni, risulteranno o meno uniformi con l'attuale rete di controllo. Attuale rete che si basa sulla centralino di San Rocco. Nel caso vi fossero difformità daremo mandato di effettuare ulteriori verifiche. Potremo anche chiedere che vengano riposizionate sul territorio altre centraline, così come era fino a qualche anno fa». Tutto dipenderà dunque dagli esiti del monitoraggio. «La campagna inizierà a breve - conclude Donati - ma le azioni più corpose sono previste per i primi mesi del 2017».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
