La protesta
Un documentario che spiega segreti e magia del fumetto
ROSIGNANO. Cosa prova un fumettista di fronte ad un foglio bianco? E perché il fumetto viene considerato ancora oggi da molti un surrogato dell’arte? È per dare una risposta a queste domande che...
ROSIGNANO. Cosa prova un fumettista di fronte ad un foglio bianco? E perché il fumetto viene considerato ancora oggi da molti un surrogato dell’arte? È per dare una risposta a queste domande che Giacomo Becherini, giovane regista rosignanese, fondatore dell’associazione culturale “L’ombra somigliante” ha girato il documentario “Non smettere di disegnare” proiettato per la prima volta a Rosignano Marittimo alla sala don Nardini. Con questo lavoro, presentato in anteprima a Lucca comics, Becherini apre agli spettatori le porte degli studi di alcuni noti fumettisti professionisti della costa che va da Pisa a Cecina, in una «linea di terra di poco più di sessanta metri». Daniele Caluri, Alberto Pagliaro, Tuono Pettinato, Stefano Casini, Maddalena Carrai, Cristina Gardumi, Giovanni Timpano e Francesco Ripoli, questi ultimi due rosignanesi come il regista. Ed è dall’amicizia con Giovanni Timpano, disegnatore per case editrici americane, che nasce l’idea del progetto. «Osservandolo lavorare è sorta l’idea di provare a raccontare il processo creativo del disegnatore – spiega Becherini – perché il disegno racchiude in sé un enorme potere ipnotico». La serata è stata anche l’occasione per presentare in anteprima assoluta al pubblico “Interferenze”, un cortometraggio sperimentale girato lo scorso inverno «in lotta contro il freddo» su alcune spiagge deserte di Castiglioncello, come Santa Lucia e Caracciolo, «difficilissime da raggiungere con tutta l’attrezzatura», spiega Becherini. I due protagonisti comunicano con il corpo in un incontro di due solitudini che alla fine diventa una danza sulle note suggestive del pianista compositore livornese Claudio Laucci. Il regista ha infine anticipato, insieme ai collaboratori Lorenzo Costagliola e Ranieri Del Testa, il nuovo progetto “Aspro”, sul tema della differenza di genere, affidato alla storia di due bambini «per veicolare il messaggio in maniera incisiva ma soft. I bambini infatti si riconoscono e non si discriminano a priori».
Silvia Quaglierini
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