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Dopo sessant’anni si chiude un’epoca Biondi: «È stato fondato da mio nonno»
Tre generazioni. A cominciare da Agostino Biondi, l’imprenditore edile cecinese con il fiuto per gli affari e lo sguardo aperto sul mondo. Si deve a lui se quello spicchio di pineta in zona Gorette...
Tre generazioni. A cominciare da Agostino Biondi, l’imprenditore edile cecinese con il fiuto per gli affari e lo sguardo aperto sul mondo. Si deve a lui se quello spicchio di pineta in zona Gorette alla fine degli anni ’50 si è trasformato in una realtà turistica internazionale. Un progetto realizzato a più mani con imprenditori francesi e russi che sulla Costa Azzurra avevano già un villaggio vacanze. Ed altri ne costruirono insieme, da San Vincenzo (Casa di caccia) all’Elba, in località Nisportino, e a Porto Vecchio in Corsica . Il timone poi è passato al figlio Pier Giuseppe e da questi al figlio Gabriele. «In sessant’anni abbiamo dato da lavorare a tanti cecinesi per tre o quattro mesi all’anno, considerando anche l’indotto e l’arco temporale saranno migliaia le persone che hanno beneficiato del villaggio – afferma Gabriele Biondi (nella foto) –. Chiudere con questa esperienza fa male al cuore, è inutile negarlo». Gli ultimi anni per il Villaggio Francese non sono stati semplici. A mordere è arrivata l’erosione, che si è mangiata quasi tutta la spiaggia e che con la realizzazione del porto turistico alla foce del fiume ha conosciuto un’accelerazione. «Dal 1992 per 15 anni abbiamo vissuto nella più totale incertezza – ricorda Biondi –. Nel 1992 ricevemmo la lettera di sfratto perché i camping non potevano più occupare la pineta. Facemmo ricorso al Tar ma la risposta che ha messo un punto alla vicenda l’abbiamo avuta solo nel 2007. È in quel periodo che il villaggio è invecchiato, nell’incertezza non potevamo fare certo investimenti».
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