La protesta
Stop ai soldi pubblici finché Solvay inquina
ROSIGNANO. Basta soldi dello Stato alla Solvay. Lo sostiene Maurizio Marchi di Medicina DEmocratica. «Occupiamoci - scrive - della "povera" Solvay, che recentemente ha comprato un altro grosso...
ROSIGNANO. Basta soldi dello Stato alla Solvay. Lo sostiene Maurizio Marchi di Medicina DEmocratica. «Occupiamoci - scrive - della "povera" Solvay, che recentemente ha comprato un altro grosso impianto negli USA per 5 miliardi di euro; "doveva" essere soccorsa, dato che nel 2017 perderà gli incentivi - che ha goduto per 20 anni - con la centrale Rosen. “ Il delicato momento congiunturale che Solvay di Rosignano si appresta ad affrontare avrebbe potuto mettere in difficoltà un polo chimico di grande rilievo, non soltanto dal punto di vista occupazionale, 900 gli addetti diretti e 600 gli indiretti ….", si legge nel comunicato del Ministero. Dove li abbiano visti i 900 addetti diretti alla Solvay di Rosignano, lo sa solo Scalfarotto, visto che non superano i 600, compresi i dipendenti di Ineos e delle due centrali turbogas». «Dunque 55 milioni di euro pubblici in tasche private - anche se alcuni giornali scrivono addirittura di 115 milioni, forse la differenza è destinata alla Siad ed altri "clienti" che verrebbero a Rosignano, per far contento Rossi - senza neanche vincoli di sorta: niente bonifiche, niente mantenimento (figuriamoci ampliamento) dei livelli occupazionali». MD ribadisce: «Non un euro a Solvay finchè non abbia chiuso gli scandalosi scarichi a mare, non abbia costruito un dissalatore da cui ricavi acqua e sale liberando la Val di Cecina del suo peso insopportabile, non abbia ridotto drasticamente l'alto rischio d'incidente rilevante con il confinamento ermetico del cloro e di altre sostanze ad alto rischio per la popolazione.E preliminarmente le istituzioni a tutti i livelli devono spiegarci perché concessero 30 milioni di euro alla Solvay nel 2003 per diminuire gli scarichi a mare, valutati (da Solvay, e le istituzioni abboccarono) 200.000 tonnellate l'anno, ed oggi con la dichiarazione Prtr , imposta dall'Ue, ne dichiara addirittura un milione di tonnellate».
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