La protesta
Giovani e disagio 30 insegnanti ai corsi di Gaia
CECINA. Sono 30 gli operatori, per la maggior parte docenti, che operano su Cecina e che hanno preso parte ai corsi di formazione previsti dal Progetto Gaia. Si tratta di un programma di educazione...
CECINA. Sono 30 gli operatori, per la maggior parte docenti, che operano su Cecina e che hanno preso parte ai corsi di formazione previsti dal Progetto Gaia.
Si tratta di un programma di educazione alla consapevolezza di sé e degli altri, per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, con particolare attenzione ai giovani disagiati e a rischio, approvato e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sviluppato dall'associazione di Promozione Sociale Villaggio Globale di Bagni di Lucca.
Una formazione, svolta tra ottobre e novembre, che «ci ha permesso di portare il progetto - spiega il dottor Fabio Rodaro, referente del progetto insieme a Barbara Schiavetti - nella maggior parte delle scuole.
Un progetto che utilizza le pratiche di consapevolezza di sé, di benessere psicofisico per permettere a bambini e giovani, anche in condizioni di grave disagio sociale e culturale, di attivare le risorse personali e di migliorare la fiducia in se stessi in modo da relazionarsi positivamente con gli altri.
Gli effetti delle pratiche di consapevolezza utilizzate sono state validate scientificamente da numerose ricerche che provano l'efficacia di queste pratiche per la riduzione dello stress, dell'ansia e della depressione, per il miglioramento del benessere psicofisico, della stima di sé e anche per il miglioramento dell'attenzione, della concentrazione e del rendimento scolastico».
L'associazione Anima Mundi, presieduta dal dottor Rodaro, nasce per dare concretezza al progetto Gaia con l'obiettivo di estendere l'approccio alla medicina integrata, capace di affrontare un disturbo come può essere la gastrite causata dallo stress non solo con la medicina tradizionale, e cioè attraverso la prescrizione di un gastro-protettore, ma anche attraverso forme di gestione dello stress con attività che incidano sul benessere complessivo della persona, coinvolgendo più operatori. Estendere la platea e fare in modo «che non venga più considerata una medicina d'èlite. Siamo in una fase in cui la medicina integrata sta diventando pubblica, anche se ci sono ancora poche strutture pubbliche che danno queste opportunità, come l'ospedale di Pitigliano, mentre il nostro obiettivo è diffondere il più possibile questa modalità di approccio così da consentire a tutti di scegliere le strade da seguire per il raggiungimento di una migliore qualità di vita».
Un progetto e un programma che saranno presentati il 20 dicembre, presso il Comune vecchio, con eventi gratuiti, come i corsi di formazione e di raccolta fondi per finanziare il progetto dell'associazione Anima Mundi.
Leondina Marulli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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