La protesta
Gemellini morti, genitori risarciti
Processo contro autista e titolare della ditta di autotrasporti. Versato un acconto
PISA. È una cifra che le parti hanno concordato di non rivelare. Non è tutto, ma una buona parte del risarcimento che l’assicurazione della ditta di autotrasporti ha versato ai genitori dei gemellini deceduti in un incidente che commosse l’Italia. Un numero che avrebbe stonato nel contesto di una tragedia che il 13 luglio del 2015 toccò l’abisso del dolore per la fine straziante dei fratellini di appena 7 mesi. Autocisterna contro auto in fase di sorpasso. Una gomma scoppia e il Tir sbanda schiacciando sul guard-rail la macchina. Una scatola di lamiere da mettere i brividi dalla quale escono senza vita i gemellini Andrea e Luca Brambilla.
Per quell’incidente è aperto un procedimento penale davanti al gup, Elsa Iadaresta con l’accusa rappresentata dal pm, Aldo Mantovani. Un difetto di notifica a un legale di uno degli imputati ha fatto slittare l’udienza durante la quale potrebbero essere celebrati riti alternativi (abbreviato o patteggiamento). Se ne riparlerà in primavera. Sono accusati di omicidio colposo plurimo l'autista del Tir, Ilie Oprea, 60 anni, romeno, residente a Fano, difeso dall’avvocato Serena Perna, e il legale rappresentante della ditta di autostrasporti "Eugenio Ferrari", sede a Piacenza, stabilimento operativo a Lodi, Maurizio Ferrari, 52 anni, assistito dall’avvocato Francesco Maresca.
All’udienza, conclusa con il rinvio, erano presenti anche i genitori delle piccole vittime, rappresentati dall’avvocato Laura Gamba, Cristian Brambilla, 35 anni, ed Elisa Chericò, 33 anni, originaria di Rosignano. Con ogni probabilità non si costituiranno parte civile. L’assicurazione ha versato una somma importante a titolo di ristoro parziale. Una volta definita la parte risarcitoria, passaggio sofferto anche se necessario per stabilire una cifra che per legge si traduca nella riparazione del danno subìto dai genitori, la costituzione della coppia non servirà più. Loro, però, non usciranno dal processo. Vogliono vedere e capire quello che succederà agli imputati. «È una vicenda dolorosa e straziante, ma c’è da dire che non è in discussione la condotta umana» chiosa l’avvocato Maresca.(p.b.)
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